I sindacati: «Diremo no al piano-Spinetta»

da Roma

«Spinetta se lo scordi: il suo piano, così com’è, non passa». I sindacati del trasporto aereo sono stati convocati per martedì alle 11: ad attenderli, nella sede dell’Alitalia alla Magliana, il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, e i vertici dell’azienda. «Ci aspettiamo contenuti nuovi, che modifichino l’offerta Air France, altrimenti l’appuntamento è inutile», dicono alla Filt-Cgil. «Questo piano - confermano alla Cisl - non passerà mai». E la Uil, col segretario Luigi Angeletti, accusa il governo di aver messo i sindacati di fronte al fatto compiuto, cioè all’offerta esclusiva francese, in base a una «inaccettabile logica del prendere o lasciare».
Comunque i sindacati, spiegano alla Cisl, non avalleranno mai un piano come quello transalpino, basato sui tagli di uomini e mezzi. Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono stati chiari in proposito, salutando con favore la possibile cordata alternativa prospettata da Silvio Berlusconi. E lo stesso segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, non ha potuto difendere un piano indifendibile, che prevede 2.100 esuberi nella sola Az Fly, oltre al ridimensionamento di Malpensa.
Insomma, se Spinetta arriva martedì a Roma con le stesse carte dei giorni scorsi, il sindacato alzerà il muro. E qui i casi sono due. Il presidente di Air France, che aveva detto «senza i sindacati non si va avanti», saluta e torna a Parigi. Oppure rivede l’offerta, insieme con Maurizio Prato e i vertici di Alitalia.
In ogni caso, i tempi si allungano. Per il governo Prodi - che ha sponsorizzato la soluzione francese - spuntano guai. E i sindacati si chiedono: se davvero l’alternativa ad Air France è il commissariamento - come va dicendo il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa - che cosa ci guadagna il centrosinistra? Pensa forse di scaricare la responsabilità del fallimento sul sindacato? Ecco perché Epifani, Bonanni e Angeletti si ritrovano nella richiesta di rinviare il confronto e soprattutto la decisione sul futuro di Alitalia al dopo-voto, quando si sarà insediato un nuovo governo. Nel frattempo, Cgil-Cisl-Uil auspicano che venga allo scoperto l’eventuale «competitor» italiano. E chiedono che slitti la data limite - il 31 marzo - per l’eventuale prestito ponte.
Sulla modifica del piano di salvataggio, le nove sigle sindacali ammesse al negoziato - confederali e autonome - presentano una posizione sufficientemente compatta. Non è un mistero per nessuno che, nelle scorse settimane, si fossero verificate «incomprensioni», o peggio, tra i confederali e i piloti dell’Anpac (interessati soprattutto al ridimensionamento del settore cargo, che li penalizzerebbe molto sul fronte occupazionale). Ora anche l’Anpac chiede modifiche al piano-Spinetta, e attende con interesse eventuali alternative, ma a patto che «vengano mantenute la focalizzazione su Fiumicino e l’alleanza con un grande partner europeo». Secondo il segretario del comitato europeo del gruppo Air France (aderente alla Confederation française democratique du travail, Cfdt) François Cabrera, «quello che Air France offre all’Alitalia è la sopravvivenza a prezzo di sacrifici; ma se l’operazione non si fa - aggiunge il sindacalista - molti rischiano ugualmente di ritrovarsi senza lavoro».