I sindacati incalzano Monti:"Cambi politica economica"

I sindacati chiedono al governo Monti un cambio della politica economica e un confronto sui fisco, lavoro e crescita. La Camusso ribadisce: "L'articolo 18 non sarà sul tavolo"

I sindacati tornano a incalzare il governo Monti. Cgil, Cisl e Uil chiedono l’apertura di un confronto su crescita, lavoro, equità sociale e fiscale "con l’obiettivo prioritario di invertire la pericolosa tendenza recessiva in atto da alcuni mesi e di realizzare al più presto l’obiettivo di far ripartire la crescita".

Nel documento unitario approvato dalle segreterie nazionali dei tre sindacati si ritiene "indispensabile che il governo realizzi in tempi brevi un intervento di riduzione del carico fiscale a beneficio dei lavoratori, dei pensionati, e delle famiglie", utilizzando le risorse della lotta all’evasione.

Per i sindacati, la "gravità della crisi e le conseguenze su famiglie, giovani, lavoratori e pensionati impongono un cambiamento della politica economica del governo".

Obiettivo da raggiungere "nell’ambito di una più organica riforma fiscale che preveda una imposizione sui patrimoni mobiliari e immobiliari" e per "una redistribuzione più equa". "Sulla riforma fiscale chiediamo un confronto serrato", ha sottolineato il leader della Cisl Raffaele Bonanni.

Non c'è ancora certezza sulla convocazione dei sindacati da parte del governo Monti. "Non abbiamo idea di quando saremo convocati", ha spiegato il leader della Uil, Luigi Angeletti. Negli incontri che abbiamo avuto ci hanno detto che "un incontro è imminente, aspettiamo", ha aggiunto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.

Ma il punto principale rimane sempre quello: la modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Che, secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso "non c’è" sul tavolo di confronto tra parti sociali e governo e "non è utile".

La Camusso ha poi ribadito che "se il governo vuole introdurre questo argomento, non si vuole un confronto con noi". Dello stesso parere il leader della Uil, Luigi Angeletti, secondo cui il confronto tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, che si dovrebbe aprire la prossima settimana sarà "sulle proposte che facciamo. Consideriamo l’articolo 18 non risolutivo per nessuno dei problemi che vogliamo affrontare. Abbiamo motivato il nostro no all’aboliazione dell’articolo 18. Il sindacato è per aprire un confronto sulle cose reali. Abbiamo delle idee non pregiudizi e vorremmo che il confronto si sviluppasse in maniera razionale".

La Confindustria si siederà al tavolo sulla riforma del lavoro con "senso di responsabilità e senza ideologia. Ci auguriamo i sindacati facciano lo stesso", ha dichiarato il leader di Confindustria, Emma Marcegaglia. "Ci sediamo al tavolo quando il ministro Fornero deciderà di convocarci senza dire dei no prima di sederci -ha spiegato Marcegaglia- sono tre i temi da discutere: flessibilità in entrata, ammortizzatori sociali che si possono anche rafforzare e flessibilità in uscita". Proprio su questo ultimo tema il leader di Confindustria ha detto che "in linea con la Commissione europea e la Bce si devono fare passi avanti per modernizzare il mercato". E poi ha ribadito "al tavolo non ci sarà nessuna ideologia e nessun preconcetto".