I sindacati: ora è allarme estremismo Gasparri: violenza figlia del santorismo

Il presidente dei senatori Pdl: "Le violenze di Torino sono figlie dell'estremismo verbale di certi
disperati esponenti delle minoranze. Sono conseguenza del "santorismo"
e dell'odio seminato da chi fomenta lo scontro". Franceschini: "Il governo prevenga le tensioni sociali". I Cobas attaccano i confederali. L'allarme di Epifani, Bonanni: squadrismo. La Marcegaglia: "No all'intolleranza"

Roma - E' dura la polemica dopo la contestazione al leader della Fiom-Cgil Rinaldini, alla manifestazione degli operai Fiat. "Le violenze di Torino sono figlie dell'estremismo verbale di certi disperati esponenti delle minoranze. Sono conseguenza del "santorismo" e dell'odio seminato da chi fomenta lo scontro". E' l'opinione di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, sugli incidenti della manifestazione dei sindacati sulla Fiat, ieri a Torino. "Il governo - aggiunge - affronta la crisi tutelando occupazione ed imprese. E andrà avanti con le forze sociali e sindacali responsabili contro ogni violenza".

Cicchitto: la Cgil sia riformista "Chi semina vento raccoglie tempesta. Da sempre la Fiom di Rinaldini e Cremaschi ha portato avanti una linea estremista che ha avuto tra le sue conseguenze quella di condizionare fortemente la Cgil portandola ad una sorta di nullismo". Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, interviene cosi' sugli incidenti di ieri. "Così - aggiunge - un sindacato, ne' cogestionale e partecipato ne' radicale e operaista, da molto tempo lontano, anche contrattualmente, dai luoghi di lavoro ha prodotto un vuoto riempito dagli estremisti. La crisi della Cgil sta provocando una situazione assai pericolosa". "A questo punto - conclude Cicchitto - o la Cgil, a partire dalle nuove regole di contrattazione, ritrova l'unita' su una linea riformista con la Cisl, la Uil e l'Ugl o essa sara' costretta ad inseguire i Cobas con effetti disastrosi".

L'allarme di Epifani Il leader della Cgil attacca "un certo modo di fare estremismo" e lancia l'allarme sul conflitto sociale che "si può aggravare, soprattutto se non si fa nulla". Idea condivisa dalla Cisl con Raffaele Bonanni che definisce l'aggressione "non una contestazione politica, ma un'azione squadristica". Rinaldini vede nei suoi aggressori "un gruppo di teppisti", autori di "un assalto organizzato". Poi si rivolge a governo e Fiat: "Se pensano di chiudere stabilimenti creano una situazione esplosiva di cui si assumeranno la responsabilita". Renata Polverini, segretario dell'Ugl, fa appello all'unità dei lavoratori per "evitare che la crisi surriscaldi il clima sociale" e chiede al governo di "uscire dall'immobilismo".

Franceschini: il governo prevenga le tensioni sociali Alle domande dei giornalisti sugli incidenti che hanno coinvolto il segretario della Fiom Rinaldini, Dario Franceschini non ha dato una risposta diretta. "E' un discorso generale: l'unico modo per prevenire le tensioni sociali è intervenire con misure concrete e efficaci - ha spiegato il segretario Pd - è un dovere di chi governa, soprattutto di chi governa. Noi, pur essendo all'opposizione, stiamo presentando proposte concrete esattamente per aiutare le persone e prevenire ogni forma di contrasto sociale". Ci sono terreni di incontro con la maggioranza?, hanno chiesto i cronisti. "Quando presentiamo una proposta in Parlamento che serve a una categoria di italiani, ce la bocciano senza neanche leggerla. Ma mi pare che il modo migliore sia questo: una grande forza deve protestare, deve alzare la voce quando va alzata, deve denunciare cose non fatte e mettere in campo proposte". Ci sono categorie esasperate?, hanno insistito i giornalisti. "Mi pare che gli italiani abbiamo molto la testa sulle spalle. Ci sono categorie di persone che affrontano enormi difficoltà nella loro vita durante la crisi e semplicemente chiedono di non essere dimenticate, di essere sostenute dallo Stato. Esattamente quello che noi stiamo chiedendo".

La Marcegaglia: "No all'intolleranza" "E' un episodio grave di intolleranza che ci riporta indietro negli anni, a stagioni che speravamo dimenticate per sempre. Ci auguriamo che episodi come quello accaduto a Torino, ieri, non si ripetano mai più". Così in una nota il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, commenta gli episodi di violenzadi Torino. "A Gianni Rinaldini, alla Fiom e a tutta la Cgil esprimo la più autentica solidarietà. La dialettica delle idee e delle posizioni non può e non deve mai sfociare in manifestazioni di intolleranza".

Scajola e Sacconi Più cauto il ministro Claudio Scajola: "Le forze sindacali contribuiscono alla gestione delle aree di crisi - dice - ogni atto di violenza verso la Cgil e Rinaldini è riprovevole". Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, l'aggressione a Rinaldini fa parte di "comportamenti violenti di un ben noto, piccolissimo gruppo sindacale in Fiat". Mentre Altero Matteoli sottolinea che "la spaccatura sindacale rischia di fare vincere gli estremismi".

Slai Cobas: "Nessuna aggressione" Contro il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, non c'é stata "nessuna aggressione". Ad affermarlo in una nota e lo Slai Cobas. "Senza nemmeno contattarci per confrontare la nostra versione dei fatti - afferma la nota - si è costruita ad arte la falsa notizia di un attacco preordinato e organizzato per gettare dal palco della manifestazione operaia di Torino il segretario della Fiom Rinaldini". Ricordando che lo Slai Cobas é sceso in piazza contro la Fiat e per una lotta unitaria dei lavoratori contro la ristrutturazione e i licenziamenti, la sigla sindacale ricostruisce i fatti. "Al termine del corteo contro la Fiat - spiega infatti il comunicato - si chiedeva a gran voce, con l'approvazione degli operai presenti in piazza, che potessero parlare anche lo Slai Cobas e i lavoratori delle fabbriche Fiat colpite dalla ristrutturazione e dalla minaccia di chiusura, in primo luogo gli operai di Pomigliano deportati da oltre un anno allo stabilimento confino di Nola (anche grazie a un accordo siglato dai confederali)". Con i dirigenti confederali presenti sul palco "era stato concordato che avrebbero potuto parlare anche lo Slai Cobas e gli operai di Nola" ma, qualcuno dei confederali, "che evidentemente non condivideva questa decisione, ha innescato una violenta provocazione per impedirlo. Nel parapiglia che ne seguiva - spiega la nota - Rinaldini cadeva e veniva aiutato a rialzarsi da lavoratori dello Slai Cobas. Quando, poi, un rappresentante dello Slai Cobas e uno degli operai di Nola stavano per parlare, come concordato con i dirigenti confederali, qualcuno tra di loro strappava violentemente i fili del microfono per impedirlo".