I sindacati scendono in piazza «Telecamere nei cantieri»

Telecamere contro gli infortuni sul lavoro. Lo ha proposto ieri Walter Galbusera, segretario regionale della Uil, durante il presidio organizzato insieme a Cgil e Cisl in San Babila, per protestare contro le ultime morti bianche. E quasi contemporaneamente la polizia municipale chiudeva un cantiere non in regola con la normativa denunciando due persone.
«Servono telecamere puntate sui cantieri. Come quelle nelle banche. Solo che lì proteggono i soldi, nei cantieri le persone» ha gridato alle circa cento persone radunatesi in centro appena si è diffusa la notizia dei due morti di Settimo Milanese. «Servono formazione e informazione - ha aggiunto il segretario della Uil - ma anche maggiori controlli contro il lavoro nero e la mancanza di sicurezza nei cantieri. Per questo devono essere usate le nuove tecnologie: telecamere come deterrente per il rispetto delle norme sulla sicurezza. Perché da una impalcatura fatta secondo le regole non si cade neanche se si sviene».
E come tutta risposta, Riccardo De Corato, vicesindaco con delega alla Sicurezza, dopo aver ricevuto una specifica segnalazione, ha spedito «Freccia 5», la squadra prevenzione infortuni dei ghisa, in via Sant’Elia. Il controllo si è concluso con la chiusura del cantiere e la denuncia di un italiano e un marocchino. La squadra, passata lo scorso aprile da 6 a 12 unità, nei primi quattro mesi, ha effettuato 109 sopralluoghi che hanno portato al sequestro di 4 cantieri e a 152 persone indagate.