«I sindacati sono stati ascoltati»

Riceviamo e pubblichiamo.
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In relazione all’articolo pubblicato il 23 marzo a firma Stefano Vladovich, dal titolo «Incontri sindacali non concessi, condannati i vertici della Polaria», essendo stato citato personalmente, desidero precisare quanto segue: 1) Il dispositivo della sentenza è relativo alla mancata convocazione delle riunioni ex art. 27 dell’Accordo Nazionale Quadro sin dal ’99, data dell’entrata in vigore della normativa e, quindi, non è relativa all’attuale dirigenza se non in parte, che, al contrario, ha indetto le predette riunioni sin dal 9.12.05; 2) Il decreto ordina all’amministrazione di tenere le riunioni periodiche previste dall’art. 27 ANQ; considerato che tali riunioni, a oggi, si svolgono regolarmente dal 9.12.05 come noto al giudice, tale ordine risulta pleonastico in quanto impone la cessazione di un comportamento non più in atto. Nello specifico, risulta che l’ordine generico di attenersi al disposto dell’art. 27, rigetta la pretesa del Sap di un comportamento antisindacale in relazione alla specifica vicenda del diniego di incontro del novembre 2005 per la quale nessuna censura è stata mossa all’amministrazione legittimando, quindi, la scelta della dirigenza. Tale dispositivo, non provvedendo a una condanna su tale punto, quindi, legittima la dirigenza al rifiuto di un incontro con le organizzazioni sindacali quando esulino da quelle previste dall’ANQ. L’affermazione di tale principio risulta di straordinaria importanza nella futura delineazione dei rapporti sindacali in quanto incontra l’unico limite nell’«opportunità» alla luce dei rapporti con le organizzazioni sindacali. Nel fatto specifico, infatti, l’organizzazione sindacale Sap richiedeva un incontro sull’organizzazione dell’ufficio di polizia giudiziaria della Polaria di Fiumicino che, quindi, nulla hanno a che vedere con l’art. 27 ANQ. La dirigenza della Polaria, atteso che nei giorni successivi si sarebbe tenuta una delicata manifestazione sindacale che tra i temi vedeva anche una contestazione alla dirigenza stessa, riteneva non opportuno addivenire all’incontro per il timore che l’esito negativo dello stesso, assai probabile viste alcune delle richieste avanzate che, addirittura, collidevano con la tutela della privacy dei lavoratori, potesse ulteriormente inasprire le relazioni sindacali, rinviando, come peraltro accaduto, alla mediazione degli organi superiori per la composizione delle controversie in atto. L’articolo di stampa, quindi, facendo riferimento nella prima parte a temi legati alla sicurezza e alla carenza di uomini e mezzi, si presta a creare confusione nei lettori che potrebbero legare tali temi alla richiesta di incontro non accolta dalla dirigenza che, invece, si ribadisce, aveva a oggetto temi specifici della polizia giudiziaria.
Maurizio Vallone, dirigente Polaria Fiumicino