I sindacati vogliono far scioperare gli statali

Roma - Lo sciopero generale del pubblico impiego, annunciato dai sindacati al termine di un incontro con Tommaso Padoa-Schioppa, è il dubbio viatico alla sospirata apertura del primo tavolo della concertazione a Palazzo Chigi. «Il ministro ha dimenticato gli impegni assunti in novembre sui rinnovi contrattuali, dunque lo sciopero generale del pubblico impiego è inevitabile», dicono Cgil, Cisl e Uil, annunciando la protesta per aprile. «Si vuole saltare il biennio precedente e andare al 2007-2008 - aggiungono i sindacati - e l’esito dell’incontro peserà sul tavolo della concertazione». La riunione istitutiva del tavolo «Crescita ed equità» è fissata per oggi pomeriggio alle 15 a palazzo Chigi.
No al toto-pensioni. Il governo ha preferito rimandare la questione più scottante, quella delle pensioni. Anche perché non ha molto da offrire a Cgil, Cisl e Uil: lo scalone Maroni non può essere abolito tout court, impossibile rinunciare a risparmi per 60 miliardi da qui al 2015; e i coefficienti devono essere rivisti, nonostante il no dei sindacati. «Bisogna parlare di crescita, poi del resto - attacca Raffaele Bonanni, segretario della Cisl - niente toto-pensioni. Le pensioni sono una delle questioni sul tappeto, e nemmeno la più importante». E il segretario della Uil Luigi Angeletti ricorda a Prodi le promesse elettorali, fra le quali l’abolizione dello scalone. Ma i piani del governo appaiono differenti: lo scalone dovrà essere ammorbidito, non abolito; e l’intervento sui coefficienti è in vista. Sull’altro piatto della bilancia, l’aumento delle pensioni minime. «Si deciderà tutto ai tavoli», promette conciliante il ministro del Lavoro Damiano.
Ici nel ddl rendite. Ancora in alto mare anche la decisione su come destinare i circa 3 miliardi di euro del «tesoretto» fiscale. Ieri il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo è andato a colazione da Prodi, a Palazzo Chigi, per manifestare le sue riserve sulla risoluzione approvata dai capigruppo dell’Unione, che destina tutto alle famiglie. Nell’immediato, il governo è orientato a spendere qualcosa per le pensioni minime e altri interventi sociali. Per l’Ici prima casa bisognerà aspettare. «Il veicolo giusto per destinare alle famiglie l’extra gettito fiscale è una delega nel ddl sulla tassazione delle rendite finanziarie», dice il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi. L’aumento delle tasse su azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari partirà, spiega ancora Grandi, dal gennaio 2008. Nello stesso provvedimento potrebbe essere inserita anche l’aliquota unica del 20% sugli affitti. Ma l’altro sottosegretario, Mario Lettieri, parla di sgravi Ici da inserire solo nella prossima Finanziaria.
La Cdl: rendete il maltolto. Per l’opposizione, l’unica via giusta per usare il «tesoretto» è di renderlo ai contribuenti. «Anziché litigare su come spartirsi il bottono, Prodi e compagni devono restituire il maltolto ai cittadini», attacca l’ex viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas. La Confcommercio sollecita un taglio di un punto l’anno, per tre anni, delle aliquote Irpef. Per tutta risposta l’Agenzia delle Entrate annuncia il raddoppio dei controlli sugli studi di settore.