I sindaci della Brianza: no alla Moschea

Franco Sala

Volevano un terreno per costruire la moschea: se ne sono andati delusi. «Nella nostra città – racconta Giampiero Mariani, che del paese natale di Pio XI è il primo cittadino – aree per edificare strutture religiose non esistono. Lo stabilisce il piano regolatore». Anche l’ennesimo tentativo dei devoti di Allah è naufragato. Nel 2002, i rappresentanti della numerosa comunità pachistana si erano addirittura messi in testa di acquistare il Paladesio. A Desio la situazione tra la popolazione e gli immigrati è esplosiva. Sulla scrivania di Giampiero Mariani, sono arrivate due relazioni per lo sgombero di 18 appartamenti, ritagliati in pieno centro storico nel palazzo di Via XXIV maggio, dove vivono almeno un centinaio di pachistani. Una, porta la firma del dirigente dell’Asl, l’altra, di quello dell’Azienda Municipale che distribuisce il gas. Entrambe parlano chiaro: quelle abitazioni sono fatiscenti, rischiano di crollare e la situazione igienica fa a pugni con tutti i regolamenti sanitari. Bisogna eseguire il provvedimento di sgombero. «Devo affrontare una situazione d’estrema emergenza. L’altra mattina ho incontrato il Prefetto e ho avuto la massima comprensione. Il rappresentante del Governo si è impegnato ad intervenire presso l’Aler per cercare di reperire qualche alloggio. Inoltre, mi ha invitato a procedere in primo luogo a notificare una diffida ai proprietari dello stabile e successivamente ad emettere l’ordinanza di liberare il palazzo anche, se necessario, con la forza pubblica. Sono già alle prese con questo gran problema, figuriamoci se posso considerare la richiesta di far costruire una moschea». Al vertice, con Gianvalerio Lombardi, erano presenti pure l’assessore regionale alla protezione civile Massimo Ponzoni, desiano, ed il dirigente dell’area tecnica del comune Rosario Perri. Se il capitolo moschea a Desio è chiuso, continuano le polemiche a Macherio dove il sindaco alla guida di una coalizione di centro sinistra è possibilista, nonostante le durissime polemiche che arrivano dagli abitanti della zona e da Lissone, la città confinante, dove gli esponenti del Carroccio, sindaco Ambrogio Fossati in testa, hanno dato vita ad una serie di vivaci proteste. Un no secco arriva pure da Giacinto Mariani, primo cittadino di Seregno. Insomma in Brianza la moschea non la vuole proprio nessuno.