I sindaci milanesi bocciano l’ecoblocco

Blocco del traffico respinto al mittente dall’hinterland. Un no compatto si è levato ieri dal tavolo della Provincia, intorno al quale si sono riuniti i sindaci dei 134 comuni del milanese. Di questi ben 132 hanno deciso di fare fronte compatto contro la decisione di altri due colleghi, il primo cittadino di Milano Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, che venerdì scorso hanno lanciato il blocco del traffico dei comuni del Nord Italia previsto per questa domenica.
E se la Moratti e Chiamparino hanno incassato l’ok di 80 amministrazioni del Nord fino a convincere Reggio Emilia, Napoli e Firenze, non è andata altrettanto bene giocando in casa. Sono solo due le amministrazioni, peraltro di centrosinistra, che hanno deciso di fermare il traffico: l’ex Stalingrado d’Italia, Sesto San Giovanni capitanata da Giorgio Oldrini e Cinisello Balsamo da Daniela Gasparini. «A Palazzo Marino venerdì scorso si era detto che tutti avremmo bloccato - ricorda Oldrini -: ora l’idea di rompere il fronte mi sembra irresponsabile».
A far pender l’ago della bilancia verso il no, per alcuni, le migliaia di deroghe concesse a Milano, a partire dagli operatori della moda. Venerdì scorso, infatti, Letizia Moratti presa da slancio ecologista si dev’essere dimenticata che il 28 cadeva proprio in mezzo alla settimana della moda, che proprio lei aveva difeso con le unghie e con i denti dalla prepotenza di Anna Wintour, direttrice di Vogue America.
Ad accendere la scintilla della polemica, due giorni fa, l’assessore ai Trasporti della Provincia Giovanni De Nicola che al Giornale non aveva nascosto la sua contrarietà al blocco, diventato una vera a propria farsa con le migliaia di deroghe. «Ho forti dubbi sull’efficacia del provvedimento - ha ribadito ieri - ma divento del tutto contrario quando sento parlare di migliaia di deroghe. Se blocco deve essere la parola deroghe deve scomparire».
Il blocco? «Un’idea stupida» per il sindaco di Rho, Roberto Zucchetti. Dello stesso parere il primo cittadino di Segrate e coordinatore dei sindaci del milanese, Adriano Alessandrini: «Il blocco è inutile, ci sono tanti modi per educare i cittadini al rispetto dell’ambiente, piuttosto che fermare il traffico per poche ore». In molti puntano l’attenzione sulle difficoltà di spostarsi con i mezzi per i cittadini dell’hinterland, come anticipato da Zucchetti. A sollevare il problema da Assago, Graziano Musella: «Il fatto di avere pochi mezzi pubblici rende impossibile dare un’alternativa ai cittadini nel momento in cui il blocco limita la loro libertà». Ha cambiato idea, invece, Lorenzo Vitali, che guida il comune di Legnano: dopo avere aderito, insieme a pochissimi colleghi, alla domenica ecologica, lo scorso 31 gennaio, questa volta risponde picche. «Non bloccherò il traffico perché non ci sono i presupposti di emergenza. Sono giorni che i livelli di Pm10 sono diminuiti, le previsioni dicono che pioverà ancora, quindi la situazione è diversa da quando avevamo bloccato l’ultima volta. E poi, servono misure strutturali, non possiamo andare avanti a discutere di blocchi».
E proprio per discutere di provvedimenti strutturali che ieri, in contrapposizione con Palazzo Marino, è nato il «comitato che, formato da tredici sindaci e coordinato dalla Provincia di Milano, avvierà il primo studio sistematico sullo stato di inquinamento del territorio con l’obiettivo di promuovere interventi (questi sì, ndr) condivisi di contenimento dello smog».