I sindaci pugliesi contro l'Imu sui terreni agricoli: "Pasticcio che devasta l'economia"

Nel governo si fa strada l'ipotesi di un rinvio della scadenza, prevista per il 16 dicembre, forse a fine gennaio. L'Anci della Regione denuncia: «Solo un palliativo, il balzello va annullato»

L'Imu sui terreni agricoli è più che mai un campo minato per il governo. C'è comunque l'intenzione di concedere una proroga del pagamento, previsto per il 16 dicembre. A questo punto le novità potrebbero arrivare con un decreto ad hoc o con un emendamento alla legge di stabilità. Ma c'è un problema di tempistica. L'ipotesi dello spostamento a giugno sembra tramontare per motivi di contabilità a livello europeo. Nelle ultime ore i rumors delineano la nuova scadenza a fine gennaio.
Intanto cresce la protesta dei sindaci e delle comunità. In particolare, quella pugliese. Anci Puglia ha convocato per sabato scorso a Bari una riunione straordinaria del Comitato direttivo estesa a tutti i primi cittadini della Regione, per affrontare la questione e assumere una posizione condivisa che punti all'annullamento dell'imposta. «Il provvedimento è inaccettabile, ingiusto e scorretto - dichiara il presidente Anci Puglia, Luigi Perrone, senatore di Forza Italia -. Una patrimoniale sui terreni agricoli - aggiunge - uscita da un decreto pasticciato in fretta e furia dal governo, senza alcun confronto con l'Anci».
«Il provvedimento avrà impatto devastante sul settore agricolo, sui cittadini e sui bilanci dei comuni, con i sindaci chiamati ancora una volta a fare gli esattori dello Stato. Il governo sicuramente adotterà il palliativo del rinvio termine versamenti - conclude Perrone - ma non basta, dobbiamo mobilitarci da subito per ottenere il definitivo annullamento del balzello».