I sindaci rossi: niente sconti alle coop

Polemica sulla manovra. I comuni dell’Emilia Romagna in rivolta: l’esenzione dell’Ici ci porterà alla bancarotta

Bologna - Decine di piccoli e medi Comuni dell’Emilia-Romagna sono in fibrillazione. Per loro, l’esenzione Ici alle coop agricole inserita in Finanziaria da un emendamentotargato Italia dei valori significherà bilanci molto più magri. Le grandi città, invece, da Piacenza a Bologna a Rimini, non si preoccupano granché: «Dobbiamo ancora fare una valutazione dell’impatto di questa esenzione - spiega il primo cittadino di Rimini, Alberto Ravaioli - ma non credo inciderà molto per noi. Ci preoccupa ben di più - continua - la soppressione dell’Ici sulla primacasa di cui si parla: quella sarebbe davvero unasciagura».

Di tutt’altro tenore le dichiarazione di tanti sindaci e assessori al Bilancio dei piccoli Comuni della regione rossa dove le cooperative agricole - legate o meno a Legacoop - sono molto diffuse. In Romagna, in particolare, l’agricoltura è un comparto trainante dell’economia. Ele amministrazioni locali, quasi tutte targate centrosinistra, sono in agitazione perché, a fronte di una ulteriore riduzione delle entrate, o saranno costrette a tagliare i servizi o ad aumentare le tasse a tutti. «Per noi questa esenzione significherà perdere circa 200mila euro - afferma l’assessore al Bilancio del Comune di Forlì, Lodovico Buffadini -. Ma i dati preoccupanti riguardano altre piccole realtà della nostra provincia e non solo».

Un esempio: nel Comune di Massa Lombarda, nel Ravennate, sorge lo stabilimento della Yoga, che fa capo all’impero di Coop Adriatica: «Quell’Ici - c o n t i n u a Buffadini - rappresenta il50%del bilancio del Comune, che è p i c c o l o » . Senza, il municipio rischia quasi la bancarotta. «La lobby della cooperazione agricola funziona molto bene - aggiunge - e così ci sono questi emendamenti blitz.Maè come sparare sulla Croce rossa ». Due venerdì fa, quando già si discuteva dell'esenzione, a Bologna c'è stato un incontro con i parlamentari dell'Unione eletti in Emilia- Romagna. «Ci hanno detto che è una questione di equilbrio politico - conclude Buffadini -: se ci ridanno quei soldi, devono prenderli da un'altra parte e l'equilibrio si rompe. Io ho risposto: se siamo a questo punto, la strada da percorrere sarebbe chiedere le dimissioni di Prodi». Nella sala, fa capire, è calato il silenzio.

Un altro Comune che rischia di trovarsi con le casse svuotate è Faenza, sempre nel Ravennate, dove ha sede Agrintesa, colosso dell’ortofrutta: «Abbiamo calcolato che l’esenzione Ici alle coop agricole ci farà perdere un punto del bilancio - avverte il sindaco Claudio Casadio -. Una cosa inaccettabile e drammatica per noi. Capisco il vantaggio per le coop agricole, ma questo non può tradursi in una svantaggio per il resto della comunità». A Medicina, grosso Comune del Bolognese a vocazione agricola, la situazione è simile: «Speriamo di riuscire a far cancellare l'emendamento » sussurra al telefono il sindaco diessino Nara Rebecchi. «Speriamo almeno che venga confermata la non retroattività della norma» le fa eco il suo assessore al Bilancio, Giuseppe Argentesi. Se così non fosse, infatti, i Comuni dovrebbero addirittura restituire l’Ici incassata dalle coop agricole negli ultimi 5 anni. «Quello dell’emendamento inserito in Finanziaria era un tema di cui si discuteva da tempo, un contenzioso aperto - continua l’assessore -ma nessuno si aspettava questo colpo di mano in Finanziaria totalmente a favore delle cooperative».