I socialisti gridano al complotto Ma nel caos c’è già chi gongola

In meno di 48 ore la sinistra francese è passata da probabile trionfatrice nella corsa all’Eliseo 2012 a un coagulo di politici che, improvvisamente, si ritrova senza il suo joker, Dominique Strauss-Kahn. In preda al caos, i socialisti cercano una via d’uscita. E per scacciare l’incubo di litigare fra loro per il ruolo di candidato presidente, abbracciano la teoria della cospirazione, scartata sul nascere perfino dai quotidiani progressisti. Ci ha pensato l’ex ministro della Cultura, Jack Lang, a spiegare che dietro l’arresto di DSK c’erano alcune ombre. A partire dal blitz. Troppe per non dare ascolto alla rete da cui sono partite le voci di complotto, che ieri ha fatto proseliti in casa Ps.
Vista la provenienza del cinguettio, un messaggio via Twitter scritto da Parigi quasi in tempo reale all’arresto, qualcuno parla di una trappola. E il caso è già diventato da chiarire anche per Segolene Royal, perché il tweet era firmato da un militante dell’Ump, il partito di Sarkozy. I socialisti discuteranno questa tesi anche nella direzione nazionale convocata per oggi dal segretario Martine Aubry. Un incontro che prelude alla resa dei conti in un partito piombato nel caos. Aubry, candidata in pectore in quanto segretario, vuole arginare l’effetto del fulmine a ciel sereno. Royal, già sconfitta da Sarkozy nel 2007, assapora la possibilità di battersi nuovamente.
In mezzo a loro c’è François Hollande, che Françoise Fressoz, capo del servizio politico del quotidiano Le Monde, indica come grande beneficiario della caduta di DSK. D’altronde, il 31 marzo scorso, Hollande spiegava che, se corre per le primarie, è per vincere. E si sta organizzando per portare i sostenitori di Strauss-Kahn dalla sua parte. DSK aveva almeno il merito di camuffare con i suoi scandali la lotta fratricida che affligge il Ps. Ma ora che Lib e Le Monde definiscono out l’economista, fuori dai giochi e da ogni possibilità di corsa all’Eliseo, i candidati della sinistra tornano in trincea e preparano le nuove primarie. Che si svolgeranno, come spiegato dal numero due del partito, Harlem Desir, nelle date previste a ottobre.
Gli outsider, Pierre Moscovici e Manuel Valls, si lanciano in improbabili attestati di solidarietà. Tutti perdenti quando nei sondaggi era spendibile il marchio DSK, ora ognuno fa il proprio gioco. Ci si aggrappa alla tesi della trappola per tutelare il buon nome dei socialisti soprattutto agli occhi dell’elettorato femminile. Ma Hollande sembra già in vantaggio ed è l’unico che non parla di ciò che è successo a New York. Sembra aver ascoltato l’esperto cronista del Monde, che ieri suggeriva di non limitarsi a parlare solo di social-democrazia: «Deve crearsi un’agenda nazionale e internazionale». Per Strauss-Kahn arriva invece la solidarietà del collega Jean-Paul Fitoussi, che crede ad una «trappola» allargando il bacino dei sospetti. «Ci sono tanti interessati a indebolirlo. Sia all’interno del Fondo internazionale, sia all’esterno».