I socialisti italiani vogliono accasarsi in Europa: un appello

Iscrizione diretta al Pse per dire basta alle deprimenti liti del Partito democratico e al ricatto di un’opposizione o dipietrista o radical-chic. Ripartire &quot;dal basso&quot;: il nuovo corso in un appello portato a Madrid<br />

Perché in Italia ci tocca Veltroni, mentre in Spagna governa Zapatero? Quale maledizione attanaglia il riformismo del Belpaese, tanto da averci fatto meritare i Prodi e le Rosybindi? Tra le tante e possibili spiegazioni, la più lampante è la mancanza di un Partito socialista, dopo il tracollo derivato da Tangentopoli e le cattive prove date dai dirigenti del Psi. Eppure in Europa il riformismo socialista è l’unico ad avere corso legale, coniugando libertà e giustizia, libertarismo e diritti civili. Cancellare il Socialismo con un tratto di penna, con l’usurpazione del riformismo da parte dei partiti che l’hanno affossato (Pci e Dc soprattutto), è la somma ingiuria di una storia che però non muore.

Siamo socialisti d’Europa. Basta con le deprimenti liti che stanno affossando il Partito democratico, che dimostra sempre più le proprie origini postcomuniste e postdemocristiane. Basta all’angoscioso ricatto di un’opposizione monopolizzata dal dipietrismo giustizialista o dalle utopie radical-chic. Basta anche con le querelle che hanno frantumato in mille rivoli gli eredi del Psi. I socialisti italiani cercano un nuovo corso in Europa, e vogliono “ripartire dal basso”. Azioni di lotta “per un nuovo socialismo democratico, liberale e libertario”, con al centro i valori di fratellanza, uguaglianza e libertà. Non trovando casa nei decrepiti partiti italiani, i Socialisti vogliono accasarsi in Europa, trasformando il Pse in partito transnazionale che consenta l’iscrizione individuale libera e diretta.

Socialisti ovunque essi siano. Non è l’ennesimo appello a ricomporre la diaspora socialista, quello portato al Consiglio del Pse in corso di svolgimento a Madrid da Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale Socialista Donne. La richiesta concreta è di consentire l'adesione diretta dei singoli cittadini al Pse, da trasformare in partito transnazionale. Promosso da 11 circoli socialisti e libertari di Milano, Torino, Genova, Vercelli, Biella e Verbania, deciso dopo un primo convegno a Galliate (Novara), l’appello è stato definitivamente approvato sabato scorso a un seminario sul tema "Progettare il futuro con un cuore antico", organizzato a Volpedo (Alessandria) dal Circolo Carlo Rosselli di Milano. Concludendo il dibattito a Volpedo (patria di Pelizza, autore del celebre quadro “Il quarto Stato”), Pia Locatelli, che è europarlamentare del Ps, il Partito socialista italiano aderente al Pse, si è impegnata a proporre a Madrid la sottoscrizione dell'appello anche agli esponenti dei Ds, partito che a sua volta fa parte del Pse.

Il partito dei diritti. “Ci rivolgiamo a tutti i cittadini e le cittadine che hanno a cuore i valori di eguaglianza, di giustizia e di libertà, così come a quei partiti e movimenti che hanno fatto della difesa dei diritti sociali, non meno che di quelli individuali, la loro storica bandiera”: così comincia l’appello che vuole riunire i Socialisti al di là della loro attuale collocazione (o non collocazione) partitica e al di là di ogni frontiera, per riaffermare ciò che in Italia da tempo si è perduto. Un movimento democratico, liberale e libertario e sempre antiautoritario: “unico riferimento praticabile per chi voglia tenere sempre unite giustizia e libertà”. La frammentazione dei partiti di Sinistra, lo smarrimento della loro identità, che ha aperto la strada al trionfo elettorale della Destra impone – secondo i firmatari dell’appello – “il ritorno sulla scena dell'azione sociale e del progetto politico dei socialisti, comunque definiti e comunque collocati nelle rispettive formazioni”.

Una crisi epocale. Non c’è solo la crisi economica, a preoccupare i socialisti italiani. L’incapacità a modernizzare il Paese, da parte dei due blocchi contrapposti, allontana i cittadini dalla partecipazione democratica e rischia di “creare una frattura tra la politica e la società, proprio nel momento in cui la politica viene invece chiamata a prendere decisioni epocali e a ristudiare le modalità dei rapporti tra Stato ed economia”. L'esigenza di un rilancio dell'iniziativa socialista nasce in primo luogo da queste considerazioni, dice l’appello. Una “ripresa di iniziativa” che “non si dovrà misurare sul terreno ormai consunto di improbabili unificazioni o scissioni o coalizioni di burocrazie organizzative da tempo logore e inadeguate”. Ma dovrà nascere, invece, dal basso, e da concrete azioni di impegno civile, politico, culturale e sociale, a tutela dei salari, del lavoro, della solidarietà sociale, dell’ambiente, dei diritti civili e della laicità.

Come ripartire. Costituito un coordinamento nel Nord-Ovest per le associazioni, i circoli e i club d’ispirazione socialista e libertaria, l’appello invita tutti coloro che si rispecchiano nei valori del Socialismo a costituire circoli e associazioni di base in altre regioni d’Italia. In vista delle ormai prossime elezioni per il Parlamento Europeo, poi, i Socialisti italiani chiedono di avviare la trasformazione del Pse in un vero e proprio partito transnazionale, al quale sia possibile aderire individualmente e direttamente.

I firmatari. Lunga la lista dei sottoscrittori dell’appello, autodefinitosi “il Gruppo di Volpedo": CIRCOLO LA RIFORMA – Milano, CIRCOLO CALOGERO-CAPITINI – Genova, LABOURATORIO PIEMONTE – Torino, CIRCOLO CARLO ROSSELLI - Milano, CIRCOLO LIBERALSOCIALISTA ROSSELLI – Torino, CLUB PORTO FRANCO – Milano, AREA PROGRESSISTA – Torino, ASSOCIAZIONE SANDRO PERTINI – Torino, ASSOCIAZIONE FRIDA MALAN – Torino, UNIONE CIVICA RIFORMATORI – Vercelli-Biella. IDEA SOCIALISTA – Verbania. L'adesione è aperta a tutti: i cittadini, le cittadine, i gruppi, le associazioni le organizzazioni, eccetera. Per ulteriori informazioni: appellodivolpedo@libero.it