I sogni assassini di mogli in crisi

Allora, c’è questa storia della moglie traditrice che chiede all’amante di far fuori il marito, dell’amante che assolda un killer sulla fiducia, nel senso che così, a occhio, quella gli sembra una faccia da killer, del killer che, nonostante le apparenze, tale non è e va dai carabinieri, dei carabinieri che vanno dalla fedifraga, la quale prima ammette, poi nega, poi dal magistrato si avvale della facoltà di non rispondere, infine va in un convento di suore, dove arriva il marito cornuto, che però ritiene di esserlo di nome, ma non di fatto, e infatti non ci crede, si riprende l’inquieta metà e se la riporta a casa... Anime di Pietro Germi e di Dino Risi, perché non siete più fra noi?
Su altri giornali la storia è uscita con tanto di nomi e di cognomi, ma noi siamo ancora vecchio stampo, il privato è sacro, il delitto non c’è stato e le corna altrui, vere o presunte, non sono fatti nostri. L’unico elemento che possiamo fornire è la regione dove la vicenda ha avuto luogo, la Liguria: conoscendo la tradizionale parsimonia dei suoi abitanti, si può anche pensare che il marito in questione abbia ritenuto, fattosi due conti, che una moglie assassina col pensiero, sia meglio di nessuna moglie senza pensieri.
In tutta la vicenda ciò che sorprende non è la buona fede del marito o l’impulso omicida di quella che la stampa ha già ribattezzato «la mantide», ma il comportamento dell’amante, reale o immaginario non importa. Diciamo la verità, tutte le mogli, e va bene, tutte le mogli in crisi sentimentale, sognano almeno una volta di vedere morto il legittimo consorte. Portato via da una tromba d’aria, sotto un treno o una macchina, soppresso da una mano amica... È una fantasia, le rilassa, agevola persino il tradimento («tanto per me è come se fosse già morto»...). Solo l’imbecillità maschile non la giudica tale, ma, come insegna la nostra storia, è un’imbecillità fanciullesca, tipica di chi pensa che in fondo si tratti di un capriccio e i capricci, si sa, vanno assecondati, ma senza impegnarsi troppo, perché, appunto, solo di capricci si tratta... E quindi, «adesso trovo uno che glielo fa fuori, e che ci vuole, che sarà mai...».
Noi maschi, insomma, restiamo dei bamboccioni. Loro ci sognano all’obitorio, magari grazie al contributo di un altro maschio (sono o non sono il sesso debole?), ma nella norma si fermano lì. Noi, come i bambini, appunto, non abbiamo il senso delle proporzioni. Se è il caso facciamo una strage. E pareggiamo i conti con tutta la famiglia, suocera compresa.