I sogni cinefili di un venditore di popcorn

Un viaggio cinematografico che parte dalle tavole del palcoscenico, un sogno a occhi aperti, una storia d’amore romantica e immaginaria. Popcorn, scritto da Fiammetta Carena e diretto da Marco Belocchi, è una favola divertente e malinconica che intreccia la storia del grande cinema americano anni ’30 e ’40 alla tenera figurina di un venditore di popcorn che ha per amici Greta Garbo e Spencer Tracy, Audrey Hepburn e Clark Gable, Greta Garbo e John Wayne. Nato in una sala cinematografica mentre sullo schermo viene proiettata l’immagine di una donna bellissima (delizioso il racconto visivo dell’evento) il buffo omino (Bruno Viola) passa la vita a cercare di dare anima e corpo a quell’immagine riflessa. La troverà in Mary (Ilaria Falini), una timida sigaraia che Popcorn idealizza ed esalta fino a raggiungerla dentro lo schermo della vita. Proprio come la Mia Farrow de La rosa purpurea del Cairo di Allen perché dai sogni è impossibile tornare indietro.
Cinema muto e rivoluzione del sonoro, dive isteriche (Cristina Aubry) e passerelle di registi (tutti ben interpretati da Antonio Merone che si riserva anche un Rodolfo Valentino pugliese), magici elisir e La grande rapina al treno (la scena, con poltrone di legno e schermo cinematografico, rimanda immagini di pellicole d’epoca e vecchi divi). Pieno di belle trovate e atmosfere trasognate, Popcorn, al teatro de’ Servi fino al 9 dicembre, propone omaggi cinematografici e provini in musica con risultati altalenanti. Così alla prima parte, la migliore, fanno seguito ripetizioni narrative che poco aggiungono allo spessore dei personaggi. Il martedì e il mercoledì, presentandosi al botteghino con un pacchetto di popcorn si avrà diritto a una riduzione sul prezzo del biglietto.