I sogni di Federico Fellini approdano nella "casa" degli Oscar

All'Academy Awards di Los Angeles una mostra dedicata al celebre cineasta riminese. Esposti i disegni che hanno popolato il diario per immagini che Fellini ha tenuto tra il 1960 e il '90

Federico Fellini è stato un habituée dell'Academy Awards di Los Angeles. In cinque occasioni ha calcato la guida rossa con una preziosa statuetta in mano. La quinta volta che ha ricevuto l'Oscar (alla carriera) era il 29 marzo del '93. Di lì a pochi mesi sarebbe morto. A tre lustri di distanza Los Angeles torna a celebrare il lavoro e l'arte del «padre» di Cabiria. E lo fa ospitando proprio nelle sale della Academy Awards una mostra dedicata al Fellini «onirico», quello, per intenderci, delle surreali visioni notturne cariche di personaggi e suggestioni che rivivono nell'ultima sua opera (Il libro dei sogni) che in forma di diario per immagini il cineasta romagnolo è andato componendo tra il 1960 e il '90. La mostra Fellini Oniricon - Il libro dei miei sogni verrà inaugurata venerdì e rimarrà aperta fino al 19 aprile. Curata da Tullio Kezich e Vittorio Boarini, l'esposizione è prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma insieme con la Fondazione Fellini ed è articolata in otto sezioni: Notti da incubo, in cui emergono il senso del pericolo e un sentimento d'angoscia verso gli stermini di massa; Amarcord: Rimini e famiglia, in cui riaffiorano immagini della città natia e della famiglia, che diventano per Fellini spunto artistico; Giulietta, per il maestro emblema dell'Eterno femminino, e spunto di indagine sulla psiche femminile; Tutte queste signore, matrone, procaci bionde, sensuali more, che suscitano nelle apparizioni notturne ossessioni erotiche, sensi di colpa e desideri, provocando letizia e lenendo i pensieri negativi; I famosi, da Picasso a Welles, da Jung a Dalì e Borges; Sognare e filmare, in cui il sogno emerge come la parte più autentica e personale del suo lavoro da regista; Alter ego, amici e rivali, qui appaiono affettuosamente i fratelli Mastroianni, l'attore Marcello, suo alter ego, e il fratello Ruggero, montatore di fiducia, Nino Rota e anche Pier Paolo Pasolini. Fa parte dell'ultima sezione una raccolta di dodici disegni originali, presi dal Libro dei sogni, che Fellini stesso regalò agli amici. Accanto ai disegni ci sarà anche una suggestiva selezione di foto di scena che ripercorrono la straordinaria carriera artistica e umana del maestro. Le fotografie sono state messe a disposizione dagli archivi fotografici dell'Ansa, dalla Cineteca di Bologna e da Reporters Associati. In questa cornice verrà mostrato al pubblico americano la copia originale del Libro dei sogni, un documento fondamentale nella ricostruzione dell'immaginario del maestro riminese. I disegni di Fellini sono stati esposti al pubblico per la prima volta a Roma nell'ottobre del 2007, in occasione della seconda edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Il libro dei sogni è un diario in cui il grande regista ha fissato i suoi sogni e incubi notturni sotto forma di disegni e, nella sua stessa definizione, di «segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati». Il diario è formato da due libri mastri di diverso formato (il primo, più piccolo, di centimetri 35 per 26, il secondo di centimetri 49 per 35) in cui Fellini, sollecitato dall'analista junghiano Ernst Bernhard, annotò e illustrò nell'arco di trent'anni le proprie fantasie notturne. Il primo «librone» (245 pagine all'incirca) racchiude i disegni dal 30 novembre del 1960 al 2 agosto del 1968, il secondo (154 pagine) va dal febbraio 1973 al 1982 incluso, a cui si aggiungono pagine sparse e alcuni appunti del 1990. Il Libro dei sogni è stato pubblicato nel 2007 in Italia dalla Rizzoli, in due versioni, di cui una preziosa in anastatica (mille esemplari numerati), che riproduce i due diari di Fellini nelle dimensioni originali. La pubblicazione è arricchita da un saggio di Tullio Kezich, biografo ufficiale del maestro, e da una testimonianza dell'amico intimo Vincenzo Mollica, nonché da un'introduzione del direttore della Fondazione Federico Fellini, Vittorio Boarini, che racconta l'odissea attraverso la quale la Fondazione è riuscita ad acquisire il libro. I disegni sono completati dalla trascrizione integrale dei testi autografi e da un indice dei personaggi ritratti e citati dall'autore.