"Con i soldi di Amici mi pago il primo cd"

Il vincitore Marco (bersaglio delle gag di Fiorello): "Ho un caratteraccio ma sono generoso". La De Filippi: "Molti nostri ragazzi sono nei musical più famosi"

Roma - La commissione dei giornalisti assegna il premio della critica al più educato, Francesco. Il pubblico di ragazzine da casa, a furor di sms, fa trionfare come vincitore assoluto il più scapestrato, Marco. Ecco, sta tutto racchiuso nell'esito di due votazioni in un anno del più amato e più criticato talent show italiano, specchio non solo di una generazione ma anche di come la televisione la mostra, la capisce o la deforma. Quasi due milioni di voti sono arrivati alla redazione di Amici, il 59 per cento dei quali a favore di Marco.

Urla, ovazioni, fischi, striscioni, palloncini, un pubblico da stadio a incitare i gladiatori nell'arena. Insomma, lì, a un centimetro dal palco, dietro il banco dei giurati insieme ai colleghi giornalisti, si comprendono meglio le contraddizioni dello show di Canale 5 guidato da Maria De Filippi: il pubblico chiede sangue, conflitti, sfida; gli ascolti alti sono una golosità irresistibile (l’altra sera la finale ha fatto il record di 7 milioni e 187mila spettatori); il limite da non valicare un segno che non si sa bene dove tracciare.

Tante analisi sociologiche non valgono quello che si sono dette l'altra sera in apertura di puntata la grande Carla Fracci, simbolo mondiale della danza italiana e Anbeta, una delle migliori allieve e ora professionista della scuola. «Anbeta, ti aspettavo al Teatro dell'Opera, perché non sei venuta?», chiede ingenuamente l'étoile. «Mi vogliono in televisione», risponde la ragazza. Fama e successo immediato con milioni di fan contro sudore, anni di fatica e pochi spettatori paganti. Lei promette: «Verrò», ma non sembra troppo convinta.

Del resto, non è facile dire di no a tanto luccichio. Guardate Marco, il vincitore. In tutta Italia si sono formati i club delle «cartine», le sue fan: lui di cognome fa Carta. È entrato nell'Olimpo delle imitazioni di Fiorello: quando arrivi là, allora, sai di avercela fatta. Addirittura lo showman ha parteggiato per lui in una parte tagliata (perché rischiava di influenzare l'esito del televoto) del videomessaggio regalato agli «amici» di Canale 5, lui, icona Rai. Sempre primo in tutte le sfide, mercoledì sera, in una finale comunque avvincente, Marco ha vinto tutte le prove. Bravo e ribelle. Una voce potente e una personalità difficile. Ecco perché piace tanto alle ragazzine, più di Francesco, bello, dal fisico stupendo, bravo, rispettoso, ma privo di mordente, più di Roberta e Pasqualino, arrivati rispettivamente seconda e terzo, eclettici, versatili, ma meno inquieti.

Marco è quello che ha dato dell'incapace, della stonata e peggio altro ancora a Grazia Di Michele, l'interprete di Le ragazze di Gauguin e professoressa di canto nella scuola. Lui, a show concluso, con il trofeo in mano e 300mila euro di premio in tasca, in una delle aule della scuola di Cinecittà, si difende così: «Lo so, ho un caratteraccio, sono una cosa e il suo opposto insieme, vado da un estremo all'altro, quando ero piccolo ero molto strafottente, ho pure incendiato casa, ma sono anche tanto generoso». E su Grazia: «Quando mi trovo davanti un ostacolo insormontabile, un muro, reagisco così, ho fatto tanto per conquistarla, per mostrarle che ero migliorato, ma non ci sono riuscito e non la sopportavo più».

E, allora via con le prese in giro e gli insulti. Marco racconta anche della sua famiglia: ha perso padre e madre da piccolo, è stato cresciuto da nonna e zia e prima di arrivare a Roma (è di Cagliari) faceva il parrucchiere. «Ma spero di aver vinto non per la mia storia familiare, non per il mio comportamento ribelle, ma per la mia voce». Maria De Filippi, accanto a lui, lo rassicura che è così e spera che arrivi presto un contratto. «Noi non siamo una casa discografica - tiene a sottolineare - selezioniamo talenti e cerchiamo di migliorarli. Poi altri, se vogliono, li prendono in squadra. E, molti ragazzi, usciti di qui adesso lavorano nei musical più importanti».

Non per niente in studio l'altra sera c’erano Saverio Marconi, uno dei più grandi produttori teatrali e i rappresentanti di Wea e Sony. Marco, con i suoi 300mila euro, intanto si produrrà il suo primo disco da solo. E poi, il sogno? Ovviamente diventare un cantante famosissimo.