I soldi del Comune per comprarsi fiori piante e vestiti Arrestata dirigente

Era lei a gestire le finanze del Comune di Cassina de’ Pecchi, centro del milanese a con poco più di 13mila abitanti a nord est del capoluogo sul Naviglio della Martesana. Ma i soldi li utilizzava, invece che per far funzionare al meglio la piccola cittadina, per comprarsi vestiti di lusso, fiori e pagare anche le spese del condominio dove vive. Un comportamento illecito che si è protratto per qualche tempo. Con la protagonista che pensava proprio di passare inosservata e di farla franca. Fino a ieri, quando con le accuse di peculato e falso è stata posta agli arresti domiciliari Enrica Ambrosini, sessantenne, ragioniera e da vent’anni a capo dell’area finanziaria dell’amministrazione comunale.
La misura di custodia cautelare è stata firmata dal gip di Milano, Simone Luerti, a seguito delle indagini coordinate dai pubblici ministeri Tiziana Siciliano e Grazia Pradella e condotte dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza milanese che hanno ricostruito una serie di ammanchi sul capitolo «Tributi» dell’Ente locale.
Secondo l’accusa, la donna, sfruttando anche il fatto che nessuno dentro l’amministrazione si preoccupava di controllare quello che faceva, emetteva falsi mandati di pagamento a carico del Comune, si presentava agli sportelli comunali e si faceva consegnare assegni circolari.
Trenta mila euro in totale, a spese del Comune irregolarmente prelevati e utilizzati. Dal dicembre del 2010, secondo i risultati delle indagini, si sarebbe pagata con quei soldi 3mila euro di vestiti, 2.400 euro di piante e fiori. Poi 4.200 euro girati a una finanziaria e diverse «tranche» per migliaia di euro di spese condominiali del palazzo in cui la donna abita. Anche se, di fatto, risulta residente non nel comune di Cassina de’ Pecchi, ma in Sardegna a Golfo Aranci in una villa. Ora il dirigente finanziario dell’amministrazione comunale dovrà cercare di giustificare i suoi comportamenti. E respingere gli addebiti che le sono stati contestati. In particolare le fiamme gialle avrebbero accertato che la funzionaria a partire dal 2010 avrebbe falsificato alcuni mandati di pagamento relativi a rimborsi Ici inesistenti. Gli investigatori ieri in serata, anche dopo l’arresto, hanno eseguito ulteriori perquisizioni per acquisire altra documentazione utile alle indagini.