«I soldi alla Cultura solo a chi piange Ma a Genova sono in tanti a meritare»

Caro Massimiliano, ho avuto dai giornali la conferma che a Genova sono arrivati due importanti contributi da Arcus Spa (Ministero delle Infrastrutture e Ministero dell'Economia): uno di oltre due milioni di euro al Carlo Felice ed uno di 450 mila euro all'Archivolto. È un risultato importante per due teatri in difficoltà. È frutto di un lavoro dietro le quinte di tante persone: della tenace e ostinata Pina Rando e dei parlamentari liguri, appartenenti a tutto l'arco costituzionale, uniti e compatti per l'occasione, verso un'obiettivo comune. Bene, sono contento. E sono cosciente che, benché significativi, questi denari non andranno a risolvere le crisi che Carlo Felice e Archivolto attraversano.
Vorrei però, con la serenità zen che mi da l'ottenere il pane lontano da Genova, condividere con Te alcuni pensieri, vorrei provare ad interpretare la voce di chi, tra i tanti che operano nella Cultura, non solo non ha mai provato l'ebbrezza di un traguardo significativo come l'ottenere un riconoscimento da Arcus, ma non è mai stato neppure vicino alla linea di partenza, sperando di battersi nella corsa.
Arcus, tra i vari contributi che si possono ottenere, è quello che più si avvicina al vaticinio della Pizia, è il più discrezionale, il meno vincolato a parametri e criteri: è quello che più facilmente si presta ad essere utilizzato come un portafoglio di emergenza ad uso di alcuni Ministeri, ma non è alla portata di tutti l'arrivarci.
A Genova per anni Tonino Conte e la Tosse fecero richiesta per ottenere questo contributo su un progetto particolarmente significativo per la città: il complesso dei Forti. La Tosse vantava il merito di aver reso evidenti le potenzialità dei Forti. Tonino Conte chiedeva che, attraverso quel contributo, i Forti venissero in parte restaurati, così da permettere al suo Teatro di continuare un'avventura culturale unica per la nostra città. Oltre 25.000 persone ogni estate si arrampicavano fino al Forte Sperone. Invece niente, Tonino non aveva la capacità diplomatica di tessere alleanze e cordate e così i Forti rimasero lì. Uno, lo Sperone, in barba alle commissioni di vigilanza vive di rave party e poco più, l'altro, il Begato, il cui restauro è costato oltre 15 milioni di euro, è lì, esposto ai massacri dei vandali.
Altri si sono cimentati con la compilazione della relativamente facile domanda ad Arcus, con lo stesso spirito con cui si compra il biglietto all'autogrill. Non si sa mai. Ma invece si sa. Senza le cordate giuste la vetta non si scala.
Caro Massimiliano, tutto questo per dire che se da un lato sono felice che in tanti ci si sia battuti per aiutare due imprescindibili realtà culturali di Genova, dall'altro non vorrei che i soldi arrivassero sempre e solo a chi piange di più, vorrei ricordare che a Genova i paria culturali sono tanti. Tanti che operano, sviluppano lavoro e non hanno diritto di piangere o non ne hanno voglia di dover sempre piangere per ottenere che la ciottola si avvicini a loro. Penso all'ottimo lavoro di Carla Peirolero con il Suq, penso a Claudio Pozzani ed al suo Festival di Poesia, penso ad Eliana Amadio ed ai suoi Corpi Urbani; e che dire di Lorenzo Costa e del Teatro Garage, del suo lavoro di trent'anni, delle sue rassegne estive; penso a Kiara Pipino e alle sue colleghe che resistono portando avanti il Festival di Valle Christi, penso a Paolo Piano ed al Teatro del Piccione: fanno un lavoro riconosciuto in tutta Italia e dovrebbero diventare un Teatro Stabile per l'Infanzia, ma a Genova fanno parte degli invisibili.
Tra poco ad elezioni regionali fatte ci si scannerà per far in modo di essere riconosciuti Ente di Interesse Regionale, cosa ora concessa a pochi; tra poco, ad elezioni fatte, inizieranno gli ormai consueti Festival estivi, da quelli dalla frittella a quelli intelligentemente intellettuali ed intelligentemente milionari: vorrei solo che con la stessa attenzione, che mai deve venire a mancare, avuta verso l'Archivolto ed il Carlo Felice, si guardasse al lavoro di tanti seri professionisti che costituiscono un tessuto vivo e prezioso della nostra città e della nostra regione.
*regista e autore