I soldi del portiere tra Malta e Regno Unito

Il denaro veniva consegnato ai bookmakers attraverso un magazziniere amico: «Sono risparmi di extracomunitari...»

Gianluigi Nuzzi

nostro inviato a Parma

Gianluigi Buffon ammette le scommesse limitandole al calcio estero, al tennis e all’ippica. Non sappiamo se dica il vero. Di certo le sue puntate erano cosa segreta, segretissima. Un fiume di milioni di euro esce dai suoi conti, passa all’amico Alessandro Brignoli, magazziniere della Parmalat. E vengono divisi tra alcuni bookmakers emiliani. Gente dalla scommesse facile. Gente che vive sul filo della legalità. Gente come Paolo Pelizzoni e Paolo Alessandri con precedenti di polizia per aver raccolto abusivamente scommesse e ora nel mirino della Procura di Parma per una storia più grande di loro.
Pelizzoni è di sicuro la figura più significativa. Da Buffon, tramite Brignoli, raccoglie le somme più consistenti. In pochi mesi del milione e 800mila che riceve dal magazziniere amico di Buffon, punta quasi tutto, un milione e 400mila euro. Soldi dagli inquirenti attribuiti al portiere bianconero. Sempre Pelizzoni tempesta di denaro, centinaia di bonifici, l’allibratore inglese Eurobet Uk Ltd. E di fronte a questa girandola di versamenti, pacchi di soldi, bonifici, assegni, quando qualcuno inizia a insospettirsi, quando in banca gli dicono «certo Pelizzoni adesso sì che gli affari ti vanno bene, tutto gira una meraviglia!», lui si schernisce, stringe le spalle. Ci pensa un attimo e butta là la prima balla che gli passa per la mente: «Faccio money transfert, sono soldi che raccolgo tra gli immigrati che lavorano qui da noi e che vogliono spedire alle loro famiglie». Quando poi qualcuno insisteva, allora sì qualcosa si lasciava sfuggire: «Sono uno che scommette, mi piace il gioco».
Ma il cassiere non gli ha mai creduto. E segnalava le movimentazioni all’Ufficio italiano cambi (Uic) di Roma, ai segugi dell’antiriciclaggio. Si pensava ad una storia di denaro sporco, scenari terribili per una realtà di provincia. Invece sono soldi puliti, candidi, frutto di parate e prese impossibili sotto i riflettori del «Delle Alpi». Soldi di Buffon che, secondo qualcuno, andavano pur sempre e comunque «schermati». Tanto che all’Uic più approfondiscono queste segnalazioni da Parma (una mezza dozzina in pochi mesi), più ritengono che la storia, prendila come vuoi, da qualche parte non torna. Avvisano la Guardia di Finanza. Avvisano la procura di Torino con il Pm Giancarlo Avenati Bassi che apre il fascicolo. Da lì parte l’inchiesta per scommesse clandestine. Si scoprono i «canali» utilizzati dai calciatori per raggiungere allibratori internazionali come appunto la Eurobet ma anche la maltese Bet Class e l’inglese Stanley International.
Due mesi fa l’indagine raddoppia con il nuovo fronte della Procura di Parma aperto per associazione a delinquere contro alcuni dei presunti mediatori. Proprio ieri le prime perquisizioni con le Fiamme Gialle che bussano a casa dei diversi allibratori, portando via scatoloni di documenti, agende e computer.
Chi invece candido candido indicava proprio Buffon come titolare dei milioni sul conto, era Alessandro Brignoli. Il magazziniere che oltre ai 2.300 euro di stipendio ogni mese si trovava a saldo del conto cifre a cinque zeri. Ai cassieri diceva che era il gestore fiduciario dei soldi del portiere. Come dire, Buffon, il numero uno degli italiani, si fida solo di me.
Ma anche qui i bancari non gli credevano. Abbozzavano un sorriso, qualche pacca, insomma tanti complimenti. Eppoi anche loro scrivevano all’Ufficio italiano cambi segnalando questa situazione, i loro dubbi. Possibile che il portiere della Nazionale scelga un magazziniere come gestore delle sue risorse finanziarie, di parte dei suoi guadagni? Buffon solo di stipendio percepisce 5 milioni e 500 mila euro, ai quali bisogna aggiungere gli introiti pubblicitari. Di questi in pochi mesi quasi due milioni sono finiti appunto in scommesse. Su partite di tennis e su gare di cavalli all’estero, giura lui. Ma in procura a Torino, il capo Marcello Maddalena, prima di dargli ragione vuole far esaminare con attenzione ogni scommessa compiuta. Per capire dove i match si giocavano e se con palline da tennis o palloni di cuoio.
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