I soliti cinesi: pur di vincere taroccano persino le liceali

Doping e li squalificano, Daping e li squalificano. Le nuotatrici sono troppe muscolose e perdono le medaglie, le calciatrici sono troppo mingherline e addio alla coppa del mondo. I cinesi sono oltre l’orlo della crisi di nervi, non li lasciano neppure più barare nello sport. Neppure al campionato di calcio femminile per liceali, dove d’altra parte schierare in campo le campionesse della nazionale, per di più in età da universitarie fuori corso, non è proprio conforme al regolamento.
Così il liceo di Daping dovrà rispedire al mittente il trofeo. Che verrà girato a una scuola tedesca, che ha perso in finale, e solo ai calci di rigore, 8-6 recita il referto dell’arbitro, con le cinesine anagraficamente modificate. I responsabili del team taroccato hanno dovuto ammettere. «Abbiamo usato altre giocatrici, senza dirlo al superiore governo e all’opinione pubblica», ha commentato il dirigente Zhang Jianling. Perché per loro il problema non è stato quello di rubare le caramelle alle bambine in cambio di sette-otto pere a partita. Il problema è che hanno messo in campo le giocatrici della nazionale, spacciandole per secchioncelle preoccupate più delle pagelle dei prof che di quelle della «Gazzetta gialla», senza dirlo al governo e all’opinione pubblica. Che tra l’altro, così se ne chiama fuori.
Per dire, il ministro mica avrà saputo dell’1-0 rifilato dalle «sue» ragazze al Brasile, o del 7-0 alla Svezia e del 3-0 con cui hanno fatto arrosto le «gallette» francesi in semifinale. Il giorno in cui è arrivato il 9-0 al Belgio non è neppure stato proclamato festa nazionale, così come l’eliminazione nel primo girone delle italiane arrivate anche dal liceo Martin Luther King di Genova cariche di sogni di gloria. D’altra parte che sarà mai un ritocchino alle carte d’identità per chi l’ha sparata grossa persino alla cerimonia inaugurale alle Olimpiadi? Razzi terra-aria contro le nuvole per prevenire la pioggia e fuochi artificiali pre-registrati per rendere più affascinante il cielo sopra Pechino, quella sì che era roba da fare il botto.
Il trucco nello sport, in fondo, in Cina ha fatto scuola e oltremuraglia clonano qualsiasi cosa. Inevitabile che un liceo copiasse la federazione basket che aveva portato ben 26 atleti fuori quota a campionati giovanili cambiando le loro date di nascita. O che provasse a trasformare i fuoriclasse da cartoni animati dei «cugini» giapponesi in autentiche cinesinhe dal colpo di tacco facile.
In un modo o nell’altro, comunque, c’erano riusciti. Le avversarie in campo sembravano bambine dell’asilo che si mangiavano le pappine rifilate dalle «liceali» con gli occhi a mandorla. Uno dopo l’altro, i 15 team arrivati in Turchia per giocarsi il mondiale delle liceali, erano caduti sotto i colpi delle ragazze venute su a logaritmi e rabona. E così il trofeo se lo erano anche già portato a casa. Fieri di essere sul tetto del mondo anche in uno sport che di solito vedono solo giocato da altri nelle Coppe Intercontinentali. Ma adesso sono alla ricerca disperata di un dizionario Mourinho-Cinese Cinese-Mourinho per spiegare l’accaduto all’ignaro governo. E all’opinione pubblica, naturalmente. Ma ora come accidenti si dirà «zeru tituli» in cinese?