Per i sondaggi sarà batosta anche alle Europee

Roma L’inverno dello scontento promette di essere ancora lungo per Walter Veltroni e il suo Partito democratico. È una discesa inarrestabile per la sinistra quella registrata nell’ultimo sondaggio condotto da Ipr marketing per Repubblica sul voto che gli italiani dovranno esprimere il prossimo giugno per le elezioni europee. Il Popolo della libertà di Silvio Berlusconi si conferma il primo in Italia raggiungendo il 39 per cento mentre il Pd precipita al 28, perdendo così ben 5,7 punti rispetto alle ultime elezioni che avevano anche segnato il debutto ufficiale sulla scena politica della nuova formazione. È vero che si tratta soltanto di un sondaggio e che alle europee mancano ancora sei mesi ma il segnale negativo è davvero preoccupante per la classe dirigente della sinistra. E sicuramente nell’incontro annunciato per questa mattina Veltroni e Massimo D’Alema parleranno anche di questo. Ieri si sono sentiti per telefono e in merito alla questione morale hanno concordato sulla necessità di agire «in maniera unitaria e decisa a ogni attacco strumentale». In agenda questa mattina anche la nota dolentissima delle scelte che il Pd dovrà fare in vista delle prossime elezioni europee. L’eventuale ingresso nel Partito socialista infatti è già stato bocciato senza possibilità di appello dalla componente cattolica.
Una frattura interna che fa già sentire il suo peso nei sondaggi come quello di Ipr che registra una piena promozione per il Pdl che rispetto alle ultime politiche (37,3%), guadagna quasi il 2 per cento. Bene anche la Lega con il 7,5 pur se in lieve calo rispetto alle politiche (8,3), ma in aumento rispetto alle precedenti europee.
Chi si arricchisce a tutto danno di Veltroni? Ma naturalmente l’onnipresente Antonio Di Pietro che sale al 7,8 per cento. Un bel guadagno rispetto alle ultime politiche, più 3,4 e alle europee del 2004, più 5,7. E visto che da giorni non si fa che parlare di questione morale nel Pd non è difficile immaginare che il successo dell’ex magistrato sia conseguente alle notizie che si sono rincorse su stampa e tv.
La débâcle del Pd invece è evidente. Nelle europee del 2004 Ds e Margherita separatamente presero il 31,1. Alle politiche, già uniti nel Pd, spuntarono un 33,2. Dunque ora sono quasi sei punti sotto con questo 28 per cento. Il sondaggio poi sembra smentire la tesi che prefigura una rinascita della sinistra estrema alle prossime europee. Rifondazione si ferma al 2,3; il Pdci allo 0,6; i Verdi all’1,3 e Sinistra democratica all’1,3. In calo pure l’Udc di Pier Ferdinando Casini, 4 per cento. I radicali da soli riescono a prendere l’1 per cento.
Se i giochi si chiudessero in questo modo al Pdl andrebbero 28 seggi e al Pd 20. Poi 2 a Rifondazione, 1 ai Verdi e 1 alla Destra. Di Pietro e la Lega si ritroverebbero con 6 poltrone, 3 per Casini e un bel niente per l’Udeur di Clemente Mastella.
Il Pdl è la prima forza politica in tutta la penisola con il massimo nelle isole, 43,8, e il minimo nel Nord-est, 31,5, dove è fortissima la Lega (13,2) che nel Nord-ovest sale al 19,5. Proprio in questa area il Pd subisce la flessione più pesante: meno 5 per cento.