Per i «sorcini» genovesi un palco tecnologico e note dedicate a Wojtyla

I sorcini sono fan fedeli: tutto esaurito in prevendita per 15 concerti su 25 per «Zero Movimento - Tour 2006», la tournée di Renato Zero. Per quelli genovesi un po' ritardatari, c'è ancora una possibilità, sono disponibili dei biglietti per la seconda serata di Renato al Mazda Palace di Genova, il 17 febbraio; la prima data, il 16, è già tutto sould out.
Renato si conferma coerente con la sua personale visione - definizione sullo Zero: «Zero per ripicca verso il mondo, perché questo numero non esiste ma è alla base di tutto e poi è rotondo e quindi non ha inizio e non ha fine, come la luna, il sole, l'embrione, l'infinito. Zero, come sfida, come simbolo, come entità ricorrente». L'artista romano, infatti, sale sul palco per «sfidare» il sistema dello show business, per cantare il suo ultimo lavoro ma anche per proporre le sue vecchie canzoni, non quelle di successo ma quelle «perdute», meno conosciute che comunque l'hanno accompagnato nella sua lunga carriera. Una scelta ponderata, voluta per far riascoltare la sua storia, anche quella meno famosa, per non essere giudicato ripetitivo dal suo pubblico.
«Zero Movimento Tour è stato ideato, scritto e diretto dallo stesso Renato. Per il palco è stato predisposto un gigantesco Wurlitzer tecnologico largo 24 metri che include un disco rotante di 14 metri di diametro dotato di «puntina». La scenografia sarà spettacolare, la produzione ha installato 400 led per illuminare un fondale di tubi di cristallo con un sipario a forma di corona centrale composta da cubi luminosi e poi, lui al centro, Renato con le sue 25 canzoni, aprirà il concerto vestito di bianco con meno brillantini, meno colori ma non meno sostanza; forse oggi si presenta un po' più austero, in questa nuova veste, canterà, reciterà e parlerà al suo amato pubblico. I suoi fans sono la sua linfa: «Sono unico perché il mio pubblico è unico», così aveva commentato tempo fa in un'intervista. Il pubblico genovese sarà come quello degli altri concerti, ci sarà un po' di tutto, persone di tutte le età, ventenni, trentenni, quarantenni, cinquantenni, e forse anche qualche bambino, trascinato dai genitori «sorcini da 25 anni». Genova sarà la seconda tappa del tour, qui arriverà un Renato Zero che avrà già rodato il meccanismo dello spettacolo, un concerto complesso con una scaletta atipica, che aprirà lo show con una collection delle canzoni del passato «Il Jolly», a seguire «Guai», «Mentre aspetto che ritorni», «Voyeu», «Magari», «Fantasmi», «Motel», «Un uomo da bruciare», «A braccia aperte», «L'esempio», «Fortuna». A questo punto è prevista un'ospite sul palco, Jasmine, figlia della scomparsa Stefania Rotolo, che duetterà con Renato nel brano «Nell'angolo»; dopo, il concerto riprenderà il suo corso naturale con «Mi ameresti» e «Immi Ruah», tradotto vuol dire Spirito divino, è anche il secondo singolo di Renato Zero estratto dall'album «Il dono», con questa canzone il cantautore chiede alle religioni uno sforzo di reciproca comprensione: «Immi Ruah» è una carezza per tutti gli amici ebrei che proprio adesso vivono altri momenti difficili - afferma Zero - Noi italiani li abbiamo sempre difesi, nascosti, protetti, sottratti ai linciaggi. La loro storia è nostra». Ma il messaggio è rivolto a tutti non solo al popolo italiano.
Tra le note struggenti e la mimica di Renato proseguirà lo spettacolo con «Fermo posta», «Periferia», «Mi chiamo aria», «Più su» e poi ci sarà un nuovo intervento di Jasmine, questa volta per l'assolo «Dammi». Il concerto si chiuderà con «Sogni di latta», «Una vita fa», «Resisti», «D'aria e di musica», «Uomo no» e con l'ultima intensa interpretazione de «La vita e un dono». È un finale che canta l'amore universale; la gioia di darsi con generosità, la condivisione. Questa canzone è dedicata a Papa Wojtila, un padre universale per tutti i popoli del mondo.