Per i suoi 50 anni la Sormani si regala i libri di Vigorelli

Si tratta di 50mila documenti unici acquistati dal Comune con l’aiuto di Telecom Progetto Italia

Francesca Amé

Al civico 6 di via Giannone c'è una vecchia ed elegante casa di ringhiera col suo cortile luminoso. È da queste finestre che si affacciava Giancarlo Vigorelli, critico letterario milanese e presidente del Centro nazionale di studi manzoniani. Lo ha fatto sino a poco tempo fa: Vigorelli, classe 1913, se n'è andato in punta di piedi lo scorso settembre. Fu giornalista culturale, direttore di giornali e anche segretario generale della Comunità Europea degli scrittori. Ha lasciato alla moglie Carla Tolomeo e al figlio Piero un'eredità speciale: una biblioteca di 50mila documenti tra libri, periodici, manoscritti e lettere. È tutto ancora lì, in via Giannone, ma con un po' di pazienza sarà consultabile in Sormani: in occasione dei 50 anni della biblioteca, si è infatti festeggiata l'acquisizione, grazie alla collaborazione di Telecom Progetto Italia, del cospicuo fondo. Dopo la doverosa catalogazione, i volumi avranno un contrassegno speciale per consentire, non appena sarà trovato lo spazio, di creare in Sormani una sala Vigorelli con i suoi pezzi più importanti.
Noi che abbiamo curiosato tra gli scaffali strabordanti di libri di casa Vigorelli assicuriamo che di chicche ce ne sono assai. La stessa costituzione di questa biblioteca lo è: «Traccia un percorso intellettuale e ci dà la cifra della personalità del proprietario», commenta Andrea Kerbaker, amministratore delegato di Progetto Italia e bibliofilo vistosamente a suo agio tra quei volumi. «Qui sento ancora forte la presenza di mio marito», spiega Carla Tolomeo, pittrice e umanista, una vita passata accanto a un uomo che imponeva traslochi «perché i libri hanno bisogno di spazio e di mura solide». La vita di Vigorelli testimonia una passione insaziabile per la cultura: fu lui a occuparsi dell'edizione nazionale delle opere di Manzoni e, affascinato dalle letterature lontane, collezionò con gran fiuto opere di autori sovietici (spesso sottratte alla censura), cechi, romeni, portoghesi, spagnoli. Raffinato intellettuale, teneva carteggi con Mauriac, con Sereni, con Pontiggia, con Hesse. Ci sono poi le rarità: le lettere di Montale, di Calvino, di Gadda; ci sono le prime edizioni delle raccolte poetiche di Mario Luzi, le riviste italiane e quelle straniere (soprattutto russe) difficili da trovare. Gli acquirenti, ossia Comune e Progetto Italia, non si sbilanciano sul costo dell'acquisto, ma si sa che l'investimento dell'ente pubblico è stato di 300mila euro e quello dell'azienda privata dovrebbe essere pari. Dunque davvero un bel compleanno per la Sormani che ha strappato il fondo a due università americane che se lo contendevano a suon di dollari. «Sono felice che la biblioteca di mio marito rimanga nella sua Milano», commenta Carla Tolomeo. E gongola l'assessore alla Cultura Zecchi a sapere che, a pochi giorni dall'annuncio dell'acquisizione, ci sono già diversi ricercatori universitari interessati a studiare le tante carte raccolte da Vigorelli nel corso della sua lunga esistenza.