I suoni dell’Africa alla conquista del mondo

Nel fitto cartellone di spettacoli e appuntamenti anche il concerto del musicista senegalese Ismaël Lo che ha tra i suoi estimatori Pedro Almodóvar e Roger Waters

È suo il brano Tajabone, scelto da Pedro Almodóvar per la colonna sonora del film Tutto su mia madre. Suoi «segni particolari», poi, sono la maestria nel mescolare gli stili (reggae e «mbalax» senegalese, chitarra e armonica, flamenco e folk), una voce raffinata e il soprannome di «Bob Dylan africano». È il musicista senegalese Ismaël Lo che, alla mezzanotte dell’8 settembre, in contemporanea con la Notte Bianca, darà il via alla sesta edizione di «Festa d’Africa», festival internazionale delle culture dell'Africa contemporanea. L’artista, che vanta collaborazioni come quella con Roger Waters per l’opera Ca ira, suonerà per la prima volta a Roma, nel cortile del ministero delle Finanze. Dal 14 al 16 settembre, la rassegna si sposterà al teatro Palladium dove si intreccerà al 17° Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina proponendo i film premiati a Milano da una giuria internazionale: Daratt di Mahamat-Saleh Haroun (14 settembre), e Barakat!, il lungometraggio vincitore dell’ultima edizione, che sarà proiettato al termine di un incontro-dibattito con la regista algerina Djamila Sahraoui e altri ospiti su temi quali la condizione della donna e l’integralismo religioso (15 settembre). Il Palladium ospiterà inoltre una serata «a più voci» tra canto, musica e poesia, intitolata «Elegia» (14 settembre). Protagonisti ne saranno il poeta e saggista di lingua araba Mohammed Bennis, tra i massimi esponenti della poesia marocchina, assieme alla cantante Evelina Meghnagi e ai musicisti Pape Siriman Kanoutè e Khyam Allami. Un altro appuntamento con la musica è fissato per il 16 settembre, quando a esibirsi sarà l’algerino Bachir Gareche, artista di successo a metà tra modernità e tradizione, percussionista dall’età di 8 anni e fondatore del gruppo di flamenco-arabo «Nura». Il cartellone - il 21 e 22 settembre - procede con il teatro: ancora al Palladium si terrà infatti una tavola rotonda sulla drammaturgia africana. «Il tessuto emozionale, e quindi l’arte, è il punto da cui partire per promuovere un’umanità consapevole e rispettosa dei diritti di tutti - spiega Daniela Giordano, direttore artistico del festival -. Se quest’anno siamo rivolti soprattutto alla cultura del Maghreb, l’obiettivo è estendere la manifestazione anche a Istanbul e al Mediterraneo, dal 2008».
Di Efoui sarà rappresentato in prima nazionale «Io», con la regia di Tiziana Bergamaschi e la collaborazione dell'accademia nazionale Silvio D'Amico, mentre di Kwahulè sarà messo in scena «Jaz», con Daniela Giordano (che firma anche la regia) e Pape Kanoutè alla kora, arpa africana. Chiuderà la rassegna un inedito concerto della senegalese Julia Sarr con il chitarrista flamenco Patrice Larose, all’Auditorium Parco della Musica (23 settembre).
Info: 06-87440065.