Con i tagli agli sprechi bollette ridotte nelle scuole e negli uffici pubblici

Uno studio dell'Enea calcola che dalla ristrutturazione dell'edilizia pubblica, finalizzata all'ottimizzazione dei consumi, potrebbe derivare un risparmio di 28 miliardi di euro

Roma. Spendi 8 risparmi 28. E si parla di miliardi. La ristrutturazione mirata di migliaia di edifici pubblici, scuole ed uffici, avrebbe come risultato un incremento complessivo del Pil (prodotto interno lordo) dello 0,6 per cento. Ad illustrare il piano di risparmio il presidente dell' Enea (l'Ente per l'Energia e l'Ambiente) Luigi Paganetto. «Il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici pubblici è uno degli interventi utili a rilanciare l'economia e l'occupazione, attraverso la creazione di una vera e propria filiera, basata sulle nuove tecnologie e sull'utilizzo delle fonti rinnovabili», spiega Paganetto. Lungo la linea per l'efficienza ed il risparmio tracciata dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, anche l'Enea nel suo ruolo di Agenzia per l'Efficienza Energetica, spiega Paganetto, «vuole offrire alla Pubblica Amministrazione le competenze e gli strumenti per ridurre i consumi e i costi della bolletta energetica e, allo stesso tempo, incoraggiare un nuovo modo di concepire il patrimonio edilizio dello Stato, restituendo slancio alle imprese che operano nel settore delle costruzioni». Come raggiungere questo obiettivo? Necessario, sempre secondo il presidente Enea, rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, tra ricerca e industria «dando vita a partnership strategiche che operino nel medio e nel lungo periodo». L'Enea ha condotto uno studio sul complesso di 43.200 scuole e 13.580 uffici, selezionando un campione di riferimento pari a circa 15.000 unità (circa il 35 per cento sulla base di indicatori di consumo energetico). Sono stati presi come base di riferimento i dati del patrimonio pubblico elaborati dal Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l'Edilizia e il Territorio), relativi alla consistenza del parco immobiliare dell'edilizia scolastica e degli uffici direzionali della Pubblica Amministrazione, e alla sua distribuzione sul territorio nazionale. Sono poi stati selezionati 6 diversi edifici tipo, differenziati per localizzazione climatica ed epoca di costruzione. La ricerca ha calcolato i consumi attuali e la relativa bolletta energetica pari ad un costo di 1,8 Miliardi di euro all'anno. Per gli interventi di riqualificazione energetica sul campione selezionato si stima una spesa complessiva di 8,2 miliardi di euro. Gli interventi previsti, rispettosi degli standard in vigore per legge, sono stati applicati nelle diverse destinazioni d'uso, considerando solo quelli effettivamente applicabili e realizzabili con un impatto contenuto sulla continuità d'uso degli edifici interessati. Si prevede il ricorso a materiali, componenti e sistemi ottenuti con le tecnologie più avanzate disponibili per realizzare: la coibentazione delle superfici opache e trasparenti dell'involucro edilizio; una produzione efficiente del calore in funzione delle fonti disponibili; il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili attraverso dispositivi sia attivi che passivi; la distribuzione efficiente dei servizi di climatizzazione e illuminazione modulabile in funzione della domanda. Lo studio prevede che grazie a questi interventi si otterrebbe una riduzione del 20 per cento di energia primaria pari ad un risparmio di 420 milioni di euro all'anno. Nel loro complesso gli interventi previsti produrrebbero risparmi pari al 18 per cento di energia termica e al 23 di energia elettrica. Dunque il costo complessivo della bolletta energetica passerebbe da 1,79 miliardi a 1,37 miliardi. Nello studio poi si calcola pure l'impatto economico complessivo che potrebbe derivare dagli interventi di riqualificazione in una serie di simulazioni messe a punto dall'Università di Roma, Tor Vergata, per stimare gli effetti indotti dall'intervento di riqualificazione energetica nella fase di cantiere e a regime. Le simulazioni tengono conto di possibili impieghi alternativi di un importo pari a quello indicato per il Piano. A fronte di un investimento di 8,2 miliardi di euro si stimano in media i seguenti effetti: produzione attivata per circa 20 miliardi di euro, creazione di valore aggiunto pari circa 15 miliardi, incremento complessivo del Pil pari allo 0,6 per cento. Per sostenere l'aspetto finanziario dell'intervento lo studio ipotizza un finanziamento bancario con fondo di garanzia; un finanziamento sostenuto da una emissione di bond efficienza o un finanziamento bancario associato a una emissione di bond efficienza.Una volta realizzati gli investimenti, il risparmio energetico, pari a circa 420 milioni di euro si stima abbia i seguenti effetti: produzione attivata pari a 23 miliardi di euro, creazione di valore aggiunto pari a 17 miliardi. L'impatto economico complessivo risulta quindi pari a circa 28 miliardi.