«I tagli per l’hub? Saranno uno tsunami»

«I progetti francesi cattivo biglietto da visita per l’Expo»

Otto milioni di passeggeri in meno, ottomila posti di lavoro a rischio, 800 milioni di danno per le imprese lombarde e per il turismo. Il numero otto scandisce insistente il futuro di Malpensa e torna puntuale in tutti i numeri del prossimo scenario dettato da Alitalia e Air France. Dati allarmanti, che portano il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a parlare di «un autentico tsunami». Da aprile Alitalia cancellerà circa ottocento voli alla settimana sui 1.238 di ora, sopprimendo 43 rotte su 85. Altre 35 rotte saranno ridotte. «Su Malpensa - prevede l’assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo - si abbatterà la scure di Air France. È una vera e propria amputazione, un grave colpo di mannaia». Gli ammortizzatori sociali e il piano di cassa integrazione previsto dal governo per i lavoratori che perderanno il posto non è sufficiente. «Una risposta del genere - spiega l’assessore al Territorio, Davide Boni - non ci può far stare né zitti né fermi. L’impatto economico e sociale del piano di Air France sarà incredibile».
Formigoni sottolinea che ci saranno «devastanti conseguenze occupazionali, che colpiranno migliaia di posti di lavoro non coperti da nessuna garanzia e molte piccole e medie imprese. Si abbatterà sulla Lombardia uno tsunami capace di mettere in grave difficoltà l’intero sistema». Ultima speranza è che il governo accetti di trovare soluzioni alternative. In Regione non ci si dà del tutto per vinti e si continua a lavorare. Nei prossimi giorni Cattaneo incontrerà la cordata Air One e Banca Intesa. E, in vista del Tavolo Milano di martedì prossimo, si pensa di chiedere una moratoria. «Vogliamo avere il tempo - spiega Cattaneo - di costruire una soluzione alternativa. Partire con il piano Air France dal primo aprile darebbe un colpo gravissimo alla competitività del Paese. La forza della Lombardia è stata l’unione delle sue istituzioni. Continueremo quindi a sostenere una posizione comune». La chiave per non mortificare Malpensa è, secondo la Regione Lombardia, «aprire il mercato». Dare cioè lo spazio a nuove strade.
Altra preoccupazione del Pirellone: il piano di Air France può essere un cattivo biglietto da visita per gli ispettori Bie che all’inizio di febbraio effettueranno il sopralluogo in vista della candidatura per l’Expo. «Su questo - aggiunge Cattaneo - mi auguro prevalga la forza di Milano. Entro il 2015 il sistema lombardo avrà saputo trovare soluzioni adeguate. Gli ispettori ne tengano conto». Per ora i problemi veri riguardano i posti di lavoro e il danno, stimato in circa 800 milioni di perdite, per le aziende. Per questo la Camera di commercio di Monza e Brianza suggerisce di istituire un «tavolo permanente della società civile» a difesa dell’aeroporto di Malpensa.