I tagli occulti alle diarie dei militari

Nel decreto Bersani, la foglia di fico delle liberalizzazioni occulta una riduzione indiscriminata del 20% del compenso giornaliero di chi è in missione all'estero.
La bastonata è privilegio di militari e polizie, non è concertata, non colpisce la processione di «missionari» dei ministeri dell'Economia, degli Esteri, dell’Istruzione, delle Regioni con i lussuosi uffici di rappresentanza a New York e neppure i parlamentari che visitano i militari in missione. Solo militari e polizie.
È vile prendersela con categorie politicamente indifese e socialmente utilissime, ma questo, lo ribadiamo, è il risultato - nel caso dei militari - d'un generale decadimento della loro credibilità. Colpa di pochi che però pagano tutti. Basti un esempio.
Quando abbiamo additato i quattromila alloggi occupati, un tal «coordinatore» d'un «comitato casadiritto» ci ha inviato un manifesto di critiche. Due pagine per dire che la legge tutela, attraverso un decreto del ministro della Difesa, le famiglie con redditi medio-bassi e, se non si è poveri, l'Amministrazione militare può, «con una maggiorazione del 50% sul canone, tenersi l'inquilino o richiedere l'immobile, adottando quindi il criterio di necessità».
Quante volte l'Amministrazione militare ha cercato di recuperare i suoi immobili? Chi doveva applicare le procedure di recupero forzoso? Quali sono i redditi degli occupanti, quali erano al momento del conferimento dell'alloggio? Quanti di quelli che occupano sono fra quelli che dovevano controllare? A quanto ammontano le pigioni sinora riscosse? Quale uso è stato fatto di questi immobili?
Se anche tremila delle quattromila case occupate fossero da alienare legittimamente, qualcuno dovrebbe dare spiegazioni sulle mille rimanenti. A meno che non sia di alcuna importanza la pessima cura del patrimonio dello Stato.
Il fatto che questo comitato sia stato ricevuto a suo tempo da un ministro della Difesa non ci commuove. Osservare colonnelli e generali - redditi medio-bassi? - determinati a espropriare lo Stato, accucciandosi in un «comitato casadiritto», come un qualsiasi coatto da centro sociale, è grottesco.
Ci sollecita, questo coordinatore, a presentare noi stessi un esposto alla magistratura. Buona idea. Con quella militare lo abbiamo già fatto. A breve ci ripeteremo con quella civile e con quella contabile.
milignoti@yahoo.it