I «tagli» si abbattono sulle fasce più deboli

Antonella Aldrighetti

A otto mesi dall’insediamento della giunta regionale il vero debutto, per gli ulivisti, è quello di questi giorni: l’appuntamento con il varo della Finanziaria 2006. Accapigliamenti a parte, dalle scomposte file che compongono la maggioranza di sinistra, arriva un’amara sorpresa. Sì, amara e dolorosa per tutti i cosiddetti soggetti svantaggiati perché, tra tutte le poste di bilancio, quelle su cui la scure della giunta Marrazzo s’è fatta sentire di più riguardano proprio i capitoli socio-sanitari.
Sarebbe lo scotto da pagare sul presunto deficit sanitario che, la giunta dell’ex teledifensore civico di Mi Manda RaiTre non perde un giorno per rivendicare? Già, questo scotto lo pagheranno di tasca propria i cittadini più deboli del Lazio. I tagli più profondi di questa Finanziaria calano sulle politiche per le famiglie in difficoltà, su anziani, trapiantati, campagne di promozione per la raccolta del sangue, assistenza, ricerca e riabilitazione motoria. Tutti servizi su cui i cittadini fino a oggi, potevano contare. Da adesso in poi, un po’ meno.
Ma soltanto entrando nei dettagli dei capitoli di bilancio si può riuscire a capire a quanto ammonta quel segno «meno». La posta riguardante la raccolta del sangue è stato dimezzata: la giunta di centrodestra per il 2005 aveva inserito oltre 2 milioni e 700mila euro, la giunta di Piero Marrazzo, appena 1 milione e 250mila.
Curioso che, invece, proprio il 9 ottobre scorso, tanto per citare una dichiarazione, l’assessore alla Sanità Augusto Battaglia, aveva affermato: «Stiamo creando le condizioni per raggiungere l’autosufficienza nelle scorte di sangue». Ma quali che siano ancora non è dato sapere. Quanto agli interventi a sostegno della famiglia siamo a meno 12,5 per cento di stanziamenti: pari a 300mila euro rispetto all’amministrazione Storace.
Anche i contributi ai comuni del Lazio per le emergenze socioassistenziali hanno subito una «sforbiciata»: addirittura meno 200mila euro. Ma qui arriva il bello (si fa per dire). I rimborsi spese a favore dei pazienti in attesa di trapianto o trapiantati sono stati azzerati. Mentre fino allo scorso anno, sotto la giunta Storace, ammontavano a 500mila euro.
I fondi per l’assistenza continuativa integrata e per la neuroriabilitazione, progetto correlato agli Istituti fisioterapici ospedalieri, sono stati azzerati. C’erano 200mila euro. Stessa sorte per la ricerca sulle neuroscienze: fino allo scorso anno il piano forniva 500mila euro. Numeri che tracciano un panorama critico e che dopo un’analisi attenta inducono il capogruppo della Lista Storace, Fabio Desideri a sottolineare che «ormai per le politiche sociali è scoccata l’ora del De profundis perché tra tutte le iniziative finanziarie la chicca finale è rappresentata dalle misure di sostegno al reddito dei soggetti svantaggiati. Quella della Carta Senior, che molte Regioni invidiavano al Lazio perché permettevano di viaggiare gratis sui mezzi pubblici e ottenere sconti tra il 5 e il 10 per cento nei negozi convenzionati». Che fine ha fatto?
«Marrazzo ha scritto zero sulla riga del relativo capitolo di bilancio - fa notare Desideri - con Storace i fondi ammontavano a 14 milioni e 500mila euro e pure il progetto per la prevenzione dell’isolamento sociale degli anziani del centro storico di Roma è stato definanziato».
La discussione alla Pisana del documento sulla finanziaria partirà il primo febbraio e l’opposizione è già al lavoro per la presentazione di una valanga di emendamenti.