I talebani minacciano: migliaia di attacchi

In Afghanistan i talebani minacciano migliaia di attacchi kamikaze e nel frattempo riprendono il controllo di una cittadina, mandando in frantumi una fragile tregua con le truppe inglesi.
Mullah Hayatullah Khan, uno dei comandanti talebani nella zona orientale ha dichiarato che il 2007 «sarà l’anno più sanguinoso per gli occupanti stranieri». Il capo fondamentalista ha addirittura annunciato che i volontari «per il martirio», ovvero pronti a farsi saltare in aria, sarebbero duemila. Una cifra sicuramente esagerata, ma lo scorso anno sono stati 140 gli attacchi suicidi.
Negli ultimi giorni sono riesplosi i combattimenti nella provincia di Helmand, una delle zone più calde nell’Afghanistan. Fazioni estreme dei talebani hanno rioccupato Musa Qala, una cittadina che la scorsa estate è stata teatro di sanguinosi combattimenti con i soldati inglesi. Alla fine gli anziani della zona erano riusciti a garantire una tregua che prevedeva il ritiro sia dei soldati della Nato, che dei talebani da Musa Qala. L’accordo avrebbe dovuto diventare un progetto pilota per altre zone «calde» a ridosso del confine pachistano.
Invece le frange talebane, probabilmente aizzati da Al Qaida, hanno rioccupato Musa Qala lo scorso giovedì per poi avanzare verso sud. Ieri sono scoppiati violenti scontri con gli inglesi nel villaggio di Grishk a soli 50 chilometri da Lashkargha, il capoluogo della provincia di Helmand, dove si trova l’ospedale italiano di Emergency.
Se la situazione al sud non lascia spazi a tregue le zone di competenza dei circa 2000 soldati italiani in Afghanistan sono solo relativamente più tranquille. Ad Herat il 30 gennaio un attentatore suicida si è fatto esplodere al principale ingresso dell’aeroporto, nelle vicinanze di un convoglio dell’esercito afghano. Almeno sei militari sono rimasti feriti, ma l’esplosione deve aver fatto tremare Camp Arena una base di appoggio avanzata italo-spagnola a fianco dell’aeroporto. Nella base ha sede anche il comando italiano per i centri di ricostruzione provinciale (Prt) nell’Afghanistan occidentale. A Kabul dove opera il nucleo originario del contingente italiano le segnalazioni su possibili attività ostili non mancano. «Gli attacchi contro le truppe internazionali potrebbero continuare sulla strada Kabul-Jalalabad», si legge nelle note di intelligence. Proprio dove c’è la base Italfor.