«I talebani ora sono diventati più forti»

Mozhda: «Trattativa condotta da Al Qaida Adesso sfrutteranno sempre più i rapimenti»

da Kabul

Dallo scambio di prigionieri, il primo a cui il governo Karzai sia mai stato costretto, i talebani escono rafforzati: migliore la loro immagine e più solida la loro posizione. Ma non c’era alternativa per salvare dalle mani di un «macellaio» Daniele Mastrogiacomo, dice il maggior esperto di talebani Waheed Mozhda. Mozhda era un diplomatico al ministero degli Esteri del regime talebano, crollato dopo cinque anni nel 2001 e conosce gli integralisti meglio di chiunque altro e sa per certo che da questa vicenda del rapimento sono usciti a testa alta, vittoriosi. Tutta la trattativa, ne è certo, non è stata condotta da loro direttamente: «Non hanno la capacità politica, dietro c’era Al Qaida che è molto attenta a quanto succede nel mondo». Un’ipotesi in qualche modo confermata anche dal racconto di Mastrogiacomo che parla di negoziatori venuti dal Pakistan. «Hanno rapito e trattato, sapendo bene che l’opinione pubblica in molti Paesi europei è contraria alla presenza delle truppe in Afghanistan, e quindi hanno potuto giocare al rialzo», sostiene Mozhda. Con lo scambio di prigionieri «si è confermata la debolezza del governo afghano e degli stranieri presenti» e d’ora in avanti, visti i risultati, i talebani sfrutteranno sempre più i rapimenti, perché hanno visto che possono trarne grandi vantaggi. D’altronde, l'alternativa era la morte certa di Mastrogiacomo.