«I talebani? Sì certo, il gruppo rock»

Pensare che la Storia lo ha costretto a dire parole pesanti. L’undici settembre, due guerre, l’uragano Katrina che ha cancellato New Orleans, una crisi economica che non si vedeva dai tempi della Grande Depressione. E lui alla Storia ha consegnato parole che non dimenticheremo, una più comica dell’altra. Gaffes memorabili, figuracce mai viste, parole inventate di sana pianta, misunderestimate cioè «malsottovalutato», vulcanizzato invece di polarizzato, inebriante invece di esilarante. Ha confuso ostile con ostaggio (hostile-hostage), paure con tariffe (fears-fares), greci con greciani (greeks-grecians). «Mi considero un benefattore della lingua inglese - ha detto una volta azzeccando tutti i verbi -. Mi sono avventurato in territori dove nessuno ha mai osato. E sapete una cosa? Il mondo è andato avanti lo stesso».
I bushismi, la pronuncia creativa, l’errore di grammatica, lo strafalcione sintattico, il capovolgimento della logica, sono diventati un linguaggio, uno spunto continuo di satira, decine di siti, un best seller mondiale. Umorismo non si sa fino a dove involontario, surreale, dadaista, post moderno. Tipo: «Noi americani abbiamo i migliori lavoratori d'America del mondo». Oppure: «I nostri nemici non smettono mai di pensare a nuovi modi per far del male all’America e neanche noi...»; «l'Irak è piena di killer spietati e noi lavoreremo con gli iracheni per assicurare il loro futuro...». Fino al liberista «è nell'interesse dei palestinesi poter vivere in una società nella quale possono realizzare i loro sogni, se sono degli imprenditori...». Spettacolare. Come le sue conferenze stampa. Perché non avete catturato Osama Bin Laden? Gli chiese uno del Washington Post «Perché si nasconde...» Ovvio, no? E poi: «Quella giornalista dice che sono dislessico? Be’... io non l'ho mai intervistata...». La guerra? «Penso sia un luogo pericoloso». La pena di morte: «Non abbiamo mai messo a morte una persona colpevole... cioè volevo dire innocente».
Ha declassato il Papa battezzandolo «Eminenza», che si usa per i cardinali, invece di «Sua Santità», ha invecchiato la regina Elisabetta di due secoli «Vostra Maestà aiutò la nostra nazione a celebrare il suo bicentenario nel 17... cioè nel 1976», ospite di Tokyo ha scambiato il termine deflation deflazione, con devaluation svalutazione, facendo subito precipitare lo yen nei confronti del dollaro, ha definito il Pakistan «una forza di moderazione nel mondo arabo», confuso i talebani per un gruppo rock, scambiato Gore per un animale: «Se continua così gli farò sapere quello che penso di lui come essere umano e persona». E a Fernando Cardoso, allora Presidente del Brasile, chiese: «Ma ce li avete anche voi i neri?»
Consolò i mutilati di guerra spiegando «anch'io mi sono ferito in combattimento: con un cedro. Però ho vinto io». E gli eroi: «Sono onorato di stringere la mano al coraggioso cittadino iracheno al quale Saddam Hussein ha tagliato una mano». Nemmeno Dave Letterman è riuscito a inventarsi battute migliori: «Oggi alla Casa Bianca Bush ha presieduto un summit sulla malaria. Ha deciso che non la invaderà...». Prima di andarsene ha detto: «Il mio momento migliore alla Casa Bianca? Quando ho preso un persico trota da tre chili nel lago». Bravo Dabliù. Mamma del resto glielo diceva sempre: «Fa solo che non s'accorgano di come sei veramente...».