I tassisti delusi dal governo tornano in trincea

«Siamo delusi dall’incontro con il rappresentante del ministro Bersani: l’onorevole Rafaldini ha accolto freddamente il documento presentato unitariamente da tutti e 20 i rappresentanti sindacali a livello nazionale. Il documento ribadisce l’impegno di tutti nell’ampliare l’orario di lavoro integrando alla guida oltre al titolare di licenza un altro autista, oltre alla disponibilità di effettuare servizi integrativi in piena concertazione con i Comuni». Lo rendono noto i tassisti romani in un comunicato che riporta le sigle dei principali sindacati di categoria.
«Rafaldini - continuano i tassisti - ha rimesso tutto in discussione in quanto dal documento manca la possibilità di effettuare l’assegnazione delle nuove licenze con delle aste pubbliche. Strano, il governo che dovrebbe garantire l’accesso libero alla professione sembra voler speculare sullo stesso “vendendo” l’opportunità solo a coloro che potranno permettersi di comperare il proprio posto di lavoro. I rappresentanti - conclude il comunicato - sono nuovamente convocati al ministero per domani (oggi, ndr) alle 12, e a Roma torneranno anche i tassisti delle altre città d’Italia che avevano sciolto l’assemblea dopo le rassicurazioni di Bersani».
Sull’incontro a dir poco interlocutorio di ieri tra un rappresentante del governo e i tassisti interviene anche Fabio Sabbatani Schiuma, consigliere comunale di Alleanza nazionale. «La concertazione finalmente posta in essere dal governo - dice Sabbatani Schiuma - rischia di diventare un balletto grottesco sulla pelle di lavoratori e cittadini. Non riesco a capire come mai, a fronte di proposte serie concrete e realizzabili avanzate dai rappresentanti di categoria, il governo faccia ora dei passi indietro inspiegabili: a meno che dietro a tutta questa ipocrita difesa dei diritti dell’utenza non ci siano manovre speculative dettate dalla necessità di piazzare autovetture invendute in giacenza da parte di grosse fabbriche nazionali o di far lavorare call-center amici in sostituzione delle centrali radiotaxi».
Sabbatani Schiuma si dice preoccupato dell’andamento della vertenza sulle licenze taxi. «Si rischia - conclude Sabbatani Schiuma - di tornare a un braccio di ferro che di certo ha disagi e costi elevati per i cittadini in ordine a disservizi e spese aggiuntive per gli straordinari del servizio della pubblica sicurezza. È questa la grande convenienza della manovra Bersani?».