I tassisti sospendono la protesta, la città torna a respirare

Dopo due giorni di blocco del centro, ieri i tassisti hanno sciolto il presidio anche in piazza De Ferrari e sono tornati a lavorare. Il disco verde alle auto bianche è arrivato poco dopo le 14, quando da Roma è arrivato l'impegno del governo a rivedere le decisioni su territorialità e doppia licenza. La protesta è stata sospesa. «Quella storia di occupare lo stadio e impedire le partite - spiega il coordinatore genovese del sindacato Taxi Italiano, Valerio Giacopinelli - è una burla sparata da qualcuno che non rappresenta la nostra categoria. Avevamo invece intenzione di manifestare in corteo sulla Sopraelevata e di presidiare il centro città con il blocco parziale di De Ferrari. Stante le decisioni di apertura del governo, la prima iniziativa non è stata realizzata. Mentre, se oggi non ci saranno sbocchi per la tutela del nostro lavoro, torneremo a bloccare la piazza. Lo sciopero del 23 non è cancellato».
Il fiume di bianco ieri circondava la fontana di De Ferrari e le vie limitrofe. I circa 450 tassisti sono stati guardati a vista da vigili urbani e dalla polizia, con una camionetta che è arrivata in via Roma piena di agenti in tenuta antisommossa. Dopo una notte all'addiaccio il centro si è riempito di taxi alle prime luci dell'alba e si è quindi svuotato nel primo pomeriggio. «Come abbiamo fatto per gli operai di Fincantieri e di Amt - spiega il capogruppo leghista Edoardo Rixi - oggi siamo in piazza De Ferrari a fianco degli autonomi del trasporto pubblico. Invece di continuare con i tagli agli sprechi e di inserire i costi standard, si vogliono colpire le famiglie. In questo caso, si lascerebbe spazio alle grandi aziende e agli speculatori che, con un parco di decine di taxi, lascerebbero alla guida extracomunitari mal pagati e sulla strada decine di migliaia di onesti lavoratori».