I taxi si fermano 5 minuti per ricordare il collega ucciso

Auto bianche ferme per cinque minuti alle ore 13. Così i tassisti di Milano vogliono ricordare Luca Massari, il collega ucciso un anno fa. È il loro modo per esprimere solidarietà alla sua famiglia, che ancora aspetta giustizia, e per denunciare la violenza con cui era stato aggredito. Alle ore 13 in largo Caccia Dominioni, luogo del barbaro assalto, una delegazione di tassisti si riunirà per un momento di preghiera collettiva. Alla commemorazione sarà presente anche il sindaco Giuliano Pisapia. Massari era stato massacrato di botte per aver travolto e ucciso un cane che, senza guinzaglio, aveva attraversato la strada. Era perfino sceso dall’auto per chiedere scusa al padrone ma in cambio era stato aggredito con calci e pugni, tanto da finire in coma all’ospedale Fatebenefratelli, dove è morto circa un mese dopo a causa dei gravi danni cerebrali riportati.
Uno dei tre aggressori, Morris Ciavarella, 31 anni, è stato condannato a 16 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. La sentenza è stata emessa con il rito abbreviato dal gup di Milano Stefania Donadeo, che ha anche rinviato a giudizio gli altri due imputati, la fidanzata di Ciavarella Stefania Citterio (28 anni) e il fratello di lei, Pietro (26). I due fratelli hanno scelto il rito ordinario.
Marco Massari, fratello del tassista, continua a chiedere giustizia e resta fermo sulla sua posizione: «Non esiste perdono» per chi è stato in grado di aggredire con tanta violenza.