I tecnici bocciano il colpo di spugna sui crediti Inps

I tecnici del ministero del Lavoro e della Ragioneria generale dello Stato hanno bocciato il colpo di spugna sui contributi previdenziali non pagati in agricoltura. In ballo ci sono 6 miliardi in euro di contributi agricoli unificati non versati all’Inps dal ’98 al 2004 da aziende e lavoratori autonomi.
I tecnici hanno accolto la «preoccupazione» espressa dal collegio sindacale dell'Istituto di previdenza. Dai primi di novembre, inutilmente, i revisori dei conti dell'Inps avevano già lanciato l’allarme: quello che si vuole fare è fuori dalla legge. I responsabili in materia previdenziale dei due dicasteri (Economia e Lavoro) nel verbale della riunione di lunedì - e del quale si è potuto prendere visione solo ora - confermano l'allarme sull’«esigenza di un rapporto corretto tra contributi e prestazioni che risulterebbe vulnerato dalla prevista riduzione della quota capitale», a causa appunto della sanatoria.
L’«operazione di cui trattasi» è presto detta. La Deutsche Bank e la Unicredit acquisterebbero l’intero credito pagando alla Scci Spa - la Società di cartolarizzazione dei crediti Inps - 545 milioni. Le due banche prevedono di recuperare attraverso la «ristrutturazione» dei crediti, cioè tramite accordi con i debitori, circa 1.800 milioni (1.300 quindi rimarrebbero nelle loro casse). Aziende agricole e lavoratori autonomi si metterebbero a posto versando tra il 24 e il 30 per cento del dovuto. L’Inps dovrebbe erogare per intero le future pensioni, oltre a continuare a corrispondere sussidi di disoccupazione agricola, maternità e malattia. A spese di tutti i contribuenti.
Nella riunione non è mancato il colpo di scena. Il capo della segreteria del ministro alle Politiche agricole ha preteso e ottenuto che ci fossero anche i propri tecnici. I quali hanno chiesto il rispetto delle norme vigenti.
Nel frattempo sono riprese, dopo la sospensione di un anno, le «azioni coattive» - vale a dire i pignoramenti presso fattorie e aziende agricole - nei confronti dei debitori sulla base della legge voluta nel '99 dal governo D'Alema. Un pasticcio che potrebbe tramutarsi in una situazione esplosiva.
pierangelo.maurizio@alice.it