I tedeschi: «Grazie Campania» Dallo smaltimento si guadagna

Smaltite 12.500 tonnellate alla settimana Gli industriali: «Molto lieti di essere d’aiuto»

da Berlino

«Neapel danke sehr», Napoli grazie tanto. Così un giornale tedesco, l'Hannoverische Allgemeine Zeitung, chiude un articolo sullo scandalo dei rifiuti in Campania. E nelle parole non c’è ironia, ma una semplice constatazione. Perché le montagne di immondizia che si accumulano nelle strade di Napoli e dintorni si traducono in un affare d’oro per l'industria tedesca.
A rallegrarsene sono soprattutto i due colossi tedeschi dello smaltimento e del riciclaggio, la Remondis e la Wev, che incassano dai 170 ai 200 euro per ogni tonnellata di rifiuti che arriva dall’Italia. Ma è un po’ tutta l’industria tedesca a trarne beneficio perché il rifiuto, una volta trattato, viene convertito in combustibile per produrre energia a basso costo, che viene subito venduta e immessa nella rete di distribuzione.
E così il rifiuto proveniente dalla Campania in quantità sempre più massicce diventa una manna. Soprattutto in tempi in cui il greggio ha raggiunto i cento dollari a barile. Per assistere al miracolo, cioè alla trasformazione della spazzatura in combustibile, bisogna andare a Bremerhaven, vicino Brema, o a Cröber, alle porte di Lipsia, dove Remondis e Wev dispongono di termovalorizzatori d’ultima generazione, capaci di trattare rifiuti differenziati e non, ecoballe secche, come dovrebbero essere, o umide, come la maggior parte di quelle provenienti dall’Italia e quindi più difficili da bruciare. Qui arrivano i treni con il prezioso carico che la Campania paga per aiutare l’industria tedesca.
Ogni convoglio trasporta 500 tonnellate di rifiuti. Erano 17 alla settimana negli ultimi mesi del 2007, sono diventate 25 da quando è esplosa l’emergenza. Quindi ogni settimana 12.500 tonnellate di rifiuti vengono smaltite in Germania. Michael Schneider, portavoce della Remondis, fa sapere che la sua azienda sarebbe lieta di venire ulteriormente incontro alle esigenze della Campania (e c’è da credergli dati i guadagni). Sui termini del contratto con la Ecolog, l’azienda italiana che gestisce il trasporto, la Remondis e la Wev non danno informazioni. Si sa però che il prezzo dei rifiuti non separati è più alto perché più difficilmente convertibili. Esempio: un carico tutto di plastica è convertibile in un materiale tessile utilizzabile per produrre felpe, ma non più se è mischiato al vetro.