I termini tormentone che tornano dopo ogni scossa: faglia, tendopoli, evacuazione

ANTISISMICA: «La mia casa è antisimica?». È la domanda che apre tutte le porte per ottenere la sospirata agibilità. Una doccia fredda alle nostre sicurezze e un programma di lavoro per il futuro: mai più costruzioni che non rispettano la normativa del 2008. Ma applicarla è una chimera. Intanto si spera.
BIOMEDICALE: Eccellenza made in Italy con un indotto di 10mila lavoratori, il distretto di Mirandola è il più flagellato dalle scosse. Capannoni distrutti, macchinari fuori uso e lo spettro che i presidi medico-chirurgici non arrivino negli ospedali lasciandoli sguarniti.
CAVEZZO: Un puntino sulla cartina geografica diventato il simbolo di una tragedia. Per l’intera giornata del 29 maggio, il piccolo Comune è stato isolato da tutto. Solo Twitter ha raccontato la devastazione di case e negozi sbriciolatisi.
DON IVAN Morto per salvare la statua della Madonna della chiesa di Rovereto sulla Secchia. Come lui moltissimi sacerdoti sfidano ancor oggi il destino per liberare le chiese. È la piaga più dolorosa per le centinaia di edifci religiosi distrutti o gravemente lesionati.
EVACUAZIONE: Arriva improvvisa, ha coinvolto già 16mila persone tra le provincie di Modena, Ferrara, Reggio e Mantova. Si lascia casa all’improvviso, senza sapere quando si ritornerà. Si lascia senza il tempo di cercare nei cassetti, portandosi con sé l'indispensabile: solo i ricordi della propria dignità.
FAGLIE: Insidiose e misteriose, le faglie sotto la dorsale ferrarese sono tante e probabilmente se ne sono create delle nuove. Alcune si sono sovrapposte andando ad alzare il terreno. L’Appennino sotterraneo sotto i nostri piedi si sta spostando e tra qualche milione di anni non ci sarà più la Pianura padana.
GRANDI RISCHI: Scivoloni e proclami per dire la più grande delle ovvietà. «Ci saranno altre scosse tra Finale e Ferrara». I sindaci non gradiscono l’allarme scontato e vago. E si sentono presi in giro dalla commissione del governo che cerca di mettersi sotto coperta dopo la tragedia de L’Aquila.
HOTEL: Un’oasi nel deserto della paura e della precarietà. Gli albergi della Riviera presi d’assalto da chi non ha più la forza di infilarsi sotto le coperte e giocare alla roulette russa con la terra.
IMPOTENZA: Il senso che attanaglia tutti, la spada di Damocle che pende sulle teste in attesa che la terra si fermi. Chi può scappa, chi ci riesce va sotto il tavolo. Gli altri, immobili, tremano e aspettano.
LAVORO: Osservato speciale per la quantità di capannoni crollati e forme di Parmigiano Reggiano distruttre. Sarà dura ricostruire, ma lo sarà ancora di più tornare ad essere l’Emilia felix di un tempo. Ma anche trappola mortale per gli operai che hanno perso la vita durante i crolli.
MORTI: Il bollettino è fermo a quota 26. Molti si potevano evitare costruendo fabbricati industriali più sicuri. Altri erano rientrati per salvare il salvabile e ricominciare a lavorare.
NOTTE: il momento più duro: c’è chi la passa in auto, chi in tenda davanti a casa, chi da sfollato e chi invece nel suo letto, insonne, a contare le crepe.
OPINIONI: Dai cani che abbaiano, all’acqua che si riscalda nei fossi. Fino alle trivellazioni nel sottosuolo. Ognuno ha la sua, quasi sempre priva di riscontro scientifico. Ma intanto il panico cresce con gli sciacalli che vanno in giro con i megafoni ad annunciare nuove scosse.
POLITICI: Sono venuti tutti, dal presidente della Repubblica al premier Mario Monti. Hanno promesso e stretto mani. Puntualmente fischiati.
QUANTO DURERA'? Una domanda, una certezza: «Non lo sapremo mai».
RICHTER: Unità di misura sulla bocca di tutti. C’è chi nell’Italia dei complottisti, sospetta che i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica siano tarati sotto i 6 di magnitudo perchè, se al di sopra, lo Stato dovrebbe risarcire.
SISMOLOGI: Hanno sostuituito i sacerdoti nell’autorevolezza e i politici nella fiducia della gente. Si contraddicono tra di loro, ma appena parlano stiamo tutti lì con le orecchie dritte come fosse l’oracolo di Delfi. Però, neppure loro possono sapere cosa accadrà tra dieci minuti: la scossa di martedì 29 non l’avevano prevista e li ha mandati nel pallone.
TENDOPOLI: La vita degli sfollati ricomincia con i fiocchi rosa attaccati alle tende e la speranza di ritornare a casa. Nel frattempo si mangia, si dorme, poco, e ci si distrae. Per loro c’è anche un consulto psicologico costante: gli attacchi di panico sono all’ordine del giorno.
ULTIME NOTIZIE: Il circo mediatico non si ferma, scava tra le macerie raccontando storie e portando alla galla i problemi della ricostruzione. Ma a volte deve arrendersi perchè di fronte ad un 5.9 di magnitudo che fa crollare case nuove, c’è ben poco da dire.
VIGILI DEL FUOCO: Eroi moderni votati al sacrificio e al coraggio. Con la Protezione civile sono lo specchio dell’Italia che si rialza, puntuale, dopo ogni batosta e mette in moto la macchina della solidarietà.
ZONA ROSSA: Limite invalicabile dei centri cittadini. Attraversarla facendosi largo tra le macerie dei cornicioni crollati è opera da esploratori. Chi vi entra lo fa a suo rischio e pericolo, chi vi esce ha visto i fantasmi aggirarsi tra le rovine di torri medievali e rocche estensi.