I terroristi traditi dai cellulari

Londra - Il telefono cellulare, uno degli oggetti di uso più comune al giorno d’oggi, ha rappresentato la rovina per i due attentatori al volante delle autobomba venerdì scorso. L’apparecchio infatti non solo ha fallito nell’agire da detonatore del congegno esplosivo - avrebbe dovuto far esplodere l’auto una volta premuto il pulsante di risposta - ma ha doppiamente ’traditò i terroristi permettendo alla polizia di localizzarli.

La notte fra giovedì e venerdì uno dei terroristi ha ricevuto quattro telefonate, l’altro, appostato fuori dalla discoteca Tiger Tiger vicino a Piccadilly Circus, due. Secondo quanto riportato dal quotidiano londinese del pomeriggio "Evening Standard" la polizia, analizzando il traffico dei telefonini, è stata in grado di risalire alle abitazioni di Liverpool, Glasgow e dello Staffordshire. Qui, secondo la stampa britannica, vivrebbe il medico giordano Mohammed Jamil Abdelkader Asha, fermato sabato sull’autostrada M6.