I tessuti made in Italy conquistano l’Oriente

L’export verso Pechino e Hong Kong cresce del 5,7%

da Milano

Fra novità tecnologiche e tessuti sperimentali, Milano Unica, il salone italiano del tessile (fino al 14 settembre), accoglie gli operatori del settore con un bilancio incoraggiante. «I primi risultati del 2007 - ha detto il presidente Paolo Zegna - confermano il recupero iniziato nel 2006, quando il fatturato del settore si è riportato sopra la soglia dei nove miliardi. Soprattutto, per la prima volta dopo molti anni, si sta risvegliando anche la domanda delle tradizionali piazze europee: la Germania (più 4,2%) e soprattutto la Francia, dove le nostre esportazioni sono cresciute del 16,4%». Torna dunque lo spazio per la produzione di fascia alta, in Europa e non solo: i flussi diretti verso Cina e Hong Kong sono cresciuti del 5,7% e accelerano in misura consistente anche le esportazioni verso i Paesi del Mediterraneo. «Ma non dobbiamo allentare la tensione - commenta ancora Zegna - per tenere a distanza una concorrenza sempre più agguerrita. Il made in Italy ha bisogno di un lavoro di squadra fra tutte le regioni interessate al tessile-abbigliamento: oltre alla Lombardia, che già condivide e sostiene i nostri obiettivi, il Piemonte, la Toscana e il Veneto».