I test bocciano Paparesta

da Assisi

Lezioni di etica e psicologia al mattino, allenamento in campo al pomeriggio per i 41 arbitri di serie A e B impegnati nella seconda giornata del raduno di Assisi. «Un lavoro per il rinnovamento» lo ha definito il commissario straordinario dell'Aia Luigi Agnolin, che dopo un’intervista ad Al Jazeera Sport, ha annunciato di considerarsi fuori dalla corsa alla presidenza dell’Aia. «Abbiamo cercato di portare un pensiero nuovo e costruttivo. Con un metodo mirato al ruolo che deve svolgere l'arbitro». Dal campo, quello di Bastia Umbra dove ha lavorato l'élite dei direttori di gara, è arrivata la maggiore sorpresa della giornata. Gianluca Paparesta, reduce da cinque mesi di inattività per una sospensione poi annullata dalla Corte federale, non ha infatti superato i test atletici che gli altri avevano sostenuto a inizio stagione (in particolare il test di Cooper per il quale doveva correre 3mila metri in 12 minuti). Nessun commento da parte di Agnolin. «Gianluca mi ha chiesto di aspettare e di rifare il test, è stato lui il primo a rendersi conto di avere ancora bisogno di qualche tempo per allenarsi» ha detto invece il designatore, Stefano Tedeschi. Paparesta, 37enne barese, ha intanto deciso di rivolgersi alla Uefa dopo la sua esclusione dalla lista degli internazionali.
La giornata si era aperta con il secondo seminario previsto ad Assisi. A tenerlo il professor Antonio Minio, presidente del Centro nazionale di psicologia applicata, e il professor Luciano Mazzetti, docente di filosofia e psicologia dell'Università Roma Tre nonché presidente del Centro internazionale di studi Montessori. Entrambi gli interventi sono stati incentrati sulla psicologia dell'arbitro quando scende in campo.