I test sconfessano la sindrome da contagio

Manila Alfano

E ora si fa un passo indietro. La paura è nell’aria, si ricostruiscono, frammento per frammento, i movimenti di Mario Scaramella e Litvinenko per scoprire dove sono stati, quando e con chi. Se lo chiedono le infermiere dell’ospedale londinese dove Litvinenko è stato ricoverato, o i passeggeri che hanno volato con British Airways o Easyjet, e soprattutto chi quel giorno è capitato al sushi bar di Piccadilly. L’allerta è ai massimi livelli e per il momento la situazione sembra sotto controllo. Le misure preventive sono state messe in atto e in molti casi è solo fobia.
Venerdì sera all’aeroporto di Heathrow è atterrato il Boeing 767 della British Airways che era stato bloccato a Mosca per il timore di contaminazione da polonio. A bordo c’erano solo i due piloti che non hanno indossato nessuna tuta protettiva durante il volo. Anche per gli altri due Boeing 767 sottoposti ad accertamenti per sospetta contaminazione da polonio è cessato l’allarme. Intanto l’agenzia britannica per la tutela della salute ha escluso ogni rischio anche per la compagnia low cost, la easyjet, su cui si imbarcò il 31 ottobre e il 3 novembre il contatto italiano dell’ex spia russa.
È cessato l’allarme anche all’aeroporto moscovita di Sheremetievo per una aereo della compagnia finlandese Finnair, sul quale risultavano leggere tracce di radioattività. Un accurato controllo sui 70 passeggeri a bordo e un nuovo test sull’aereo non hanno rivelato tracce di radioattività. Il portavoce della compagnia di Helsinki non esclude che il primo test positivo fosse dovuto a un bagaglio a bordo dell’aereo, poi scaricato a Mosca.
Panico, quasi paradossale, a Ischia, dove i tecnici del Cnr hanno controllato l’eventuale presenza di polonio o altre sostanze radioattive all’interno del tribunale isolano. Nessun pericolo. Ma nei giorni scorsi Scaramella è entrato nel tribunale di Ischia. Tanto è bastato. L’esito negativo del controllo non ha convinto molti dipendenti del palazzo di giustizia, che ieri hanno dimostrato più di una perplessità nell’entrare nell’edificio, nonostante le rassicurazioni degli esperti.
In Grecia quattro cittadini che hanno alloggiato al Millenium Hotel, l’albergo londinese di Grosvenor Square dove Litvinenko lo scorso primo novembre ha avuto un breve incontro con tre russi, sono stati invitati dalle autorità sanitarie elleniche a sottoporsi ai test di radioattività in una clinica di Atene. Un sospiro di sollievo arriva anche dall’Irlanda. Qui è stato in visita l’ex primo ministro russo Egor Gaidar, che il 24 novembre era stato ricoverato in un ospedale di Maynooth, a ovest di Dublino, con strani sintomi. Un quotidiano irlandese esclude che sia stato avvelenato e il portavoce dei servizi sanitari assicura che «non ci sono segni di radioattività nei luoghi frequentati dal politico russo».
Quello che resta, ovunque, è una paura chiamata polonio.