I tifosi assenti per forza chiedono al Genoa il riscatto del «Garilli»

C'è una consegna che i tifosi rossoblù hanno fatto alla squadra per la partita di oggi. Loro non ci saranno, non potranno invadere Piacenza e il Garilli come nel 2005 perché le norme del Ministero impediranno all'impianto di aprirsi al pubblico, ma vogliono che comunque il gruppo, che torna sul luogo della serie A mancata due anni dopo, faccia giustizia. È l'occasione giusta in un momento strategico del campionato alla vigilia del marzo di ferro fatto di sette incontri che potrebbero dare una fisionomia definitiva alla zona play off del campionato di serie B.
Tutto questo Gian Piero Gasperini lo sa, ma alla vigilia non ha voluto caricare di troppi significati una partita che si annuncia aperta. «Conosco il precedente, ma non mi riguarda - ha dichiarato - noi dobbiamo andare a Piacenza per fare la partita punto e basta. Questo è il nostro spirito e cercheremo di imporlo anche perché, come ho già detto, servono delle imprese fuori. Il Piacenza è una squadra forte, dinamica, gioca in velocità. Ci attende una gara di livello». Il tecnico di Grugliasco non scopre le carte della tattica («la gara si può decidere in più zone del campo») ma alla fine sembra suggerire la formazione pescando dalla lista dei diciannove convocati dove risulta anche il giovane centrocampista Raggio Garibaldi. «In difesa giocherà Galeoto» dichiara senza indugi e nella distribuzione delle pettorine nella rifinitura conferma la scelta proponendo Rossi e Juric sugli esterni di centrocampo e il tridente composto da Adailton, Di Vaio e Leon. «Il recupero dell'honduregno per noi è importante - ha aggiunto l'allenatore rossoblù - anche perché è stato acquistato per giocare e fare la differenza. Piuttosto mi spiace per Bega che dovrà aspettare un altro po', la nostra non è una squadra rissosa». Poi qualche parola anche sulle porte chiuse del Garilli. «A me non era mai capitato (e quest'anno nemmeno al Genoa, ndr) - ha sottolineato Gasperini - certo io preferisco le porte aperte e l'abolizione delle barriere. Spero ci si arrivi. Per la partita vorrà dire che cercheremo di urlare di meno perché senza i tifosi si sentirà tutto». Una battuta per sdrammatizzare come è nelle corde di Gian Piero Gasperini che prima di partire per l'Emilia ha mostrato alla squadra il video dell'ultima partita del Piacenza corsaro a Bologna. Rispetto a quella gara negli emiliani non ci sarà Riccio squalificato e Padalino fermato da un infortunio.
E chissà se la proiezione del filmato non si sia ripetuta anche sul nuovo pullman del Genoa. Dopo quindici anni la Freccia Rossoblù è andata in pensione e a Piacenza fa il suo debutto il nuovo tecnologico torpedone ancora senza nome. Dodici metri di lunghezza con i nove scudetti e il nuovo sponsor in bella mostra, velocità massima di centro chilometri orari e tanto confort: sedili avvolgenti rigorosamente rossoblù, quattro schermi a scomparsa, la parabola per ricevere Sky, attacchi per computer e prese per la corrente e addirittura il Wc. Un investimento importante della società, il mezzo è costato 410 mila euro iva inclusa, a testimonianza dell'attenzione per la cura dell'immagine e del marketing. E a proposito di investimenti per il futuro ieri a Pegli si è rivisto Konko. Il centrocampista francese di 23 anni , che milita attualmente nel Siena, tornerà a giugno al Genoa, dove era arrivato nel settore giovanile, e rientra nell'affare Criscito con la Juventus.