I tifosi del Genoa finiscono nella lista dei «cattivi»

Piero Pizzillo

Si parla di «Tifoserie organizzate sempre più politicizzate. Ultras che grazie a una fitta rete di rapporti con le società, entrano nel business del calcio, gestendo gadget, biglietti e trasferte». È questo il rapporto della direzione centrale della polizia di prevenzione che, in uno studio delle frange più calde nella stagione ’03-’04, ha «mappato» i supporter italiani. A spiccare tra quelli che l’Ucigos ha inserito nella lista dei «più violenti» ci sono anche i tifosi di due club liguri: il Genoa e il Savona. Con ogni probabilità a pesare sul giudizio negativo è stata l’ultima estate vissuta dal popolo rossoblù e, parallelamente, dalla città, con incidenti e cassonetti bruciati come espressione di dissenso per la retrocessione del Genoa. Piuttosto suscitano curiosità le date prese in esame, visto che nel ’03-’04 nessun incidente si è mai verificato ne in città ne al Ferraris. Da allora nulla è cambiato, fa sapere la polizia. Autostrade e ferrovie bloccate però avrebbero fatto mutare il vecchio giudizio.
Oltre a Genoa e Savona sono stati definiti a rischio i tifosi di Ancona, Ascoli, Bari, Cagliari, Cavese, Nocerina, Catania, Cosenza, Genoa, Inter, Lazio, Livorno, Napoli, Parma, Perugia, Pisa, Roma,Ternana, Torino, Triestina, Venezia e Verona. L’Ucigos in realtà, prendendo in esame ben 445 gruppi, ha tentato di individuare anche le frange estremiste e politicizzate all’interno della stessa tifoseria. Sempre secondo la stessa indagine, la Gradinata Nord sarebbe spaccata in due con un gruppo di estrema destra e uno di estrema sinistra. Questo però non influirebbe sul comportamento delle frange più calde del tifo rossoblù, come invece accade in altre città d’Italia. Tutto, quindi, è nato da quel Genoa-Venezia, ultima partita di campionato in cui la squadra di Cosmi ottenne la promozione in serie A ma fu poi retrocessa in tribunale per la combine con la squadra lagunare. Ad essere trovato in possesso della «valigetta» contenente i 250 mila euro, prezzo per comprare la gara, era stato Pino Pagliara, ex diesse del Venezia. Pagliara ieri avrebbe dovuto presentarsi per l’interrogatorio (in mattinata è stata la volta di Cravero, ex diesse del Torino) ma ha preferito far consegnare dal difensore Mirko Mazzali agli inquirenti un memoriale dove viene ribadito che non c’è stata alcuna combine, ma che i soldi trovati in suo possesso sarebbero in realtà serviti per pagare (come anticipo del difensore Maldonado) gli stipendi ai giocatori arancioneroverdi, soprattutto quelli stranieri che due giorni dopo il match avrebbero dovuto prendere l’aereo per tornare al paese d’origine. Secondo Pagliara, poi, qualcuno (ma non ricorda chi) avrebbe parlato di una terza squadra pronta a sollecitare i giocatori del Venezia a impegnarsi particolarmente nell’ultima di campionato. Oltre a questo (i ricordi sono ancora vaghi) qualcuno avrebbe informato di un intervento esterno la società rossoblù, tirando in ballo soprattutto i portieri del Venezia e il numero dodici Lejsal che invece giocò regolarmente. Per l’ex diesse poi ci sarebbero stati alcuni episodi romanzati, come quello del blocco stradale per verificare la presenza di droga all’interno dell’auto.
Comunque ormai è serie C e il prossimo match della squadra di Vavassori sarà quello di lunedì contro il Padova. Sky ieri ha confermato che l’accordo è stato praticamente raggiunto e quindi il Grifone sarà in pay tv già dalla prossima settimana.