I tifosi tra pianti e dubbi «Grazie Franco. E ora?»

«Questa notte mi è apparso in sogno. Era ancora vivo e subito l’ho abbracciato. È stata una sensazione bellissima, a modo mio ho potuto dirgli grazie». Le parole sono quelle di un tifoso intervenuto in diretta ieri mattina nel corso della trasmissione di «Marione», voce storica della società giallorossa. La dedica, invece, è tutta per «nonno Franco», per il presidente Sensi che da domenica notte non c’è più. E che in tanti, in queste ore, stanno ricordando e addirittura piangendo come se fosse «uno di famiglia». «Uno che mi ha insegnato a camminare con la testa dritta e mi ha dato un sacco di coraggio», afferma serio Marco. Esattamente come lui la pensano adulti e ragazzi, uomini e donne di tutte le età. Che forse esagerano con le parole disperse tra i forum e le radio, nei bar e nei negozi, ma che sono pur sempre lo specchio dei loro sentimenti, genuini e incontenibili. «Mi mancheranno le sue mille battaglie contro tutto e contro tutti», scrive Cartman1978asr su «Romanisti.it». «Grazie per aver sfidato il nord difendendo sempre e comunque la tua, la nostra Roma», gli fa eco Konrad sullo stesso sito.
Come una nenia, da tutte le frequenze capitoline riecheggiano le dichiarazioni del numero uno giallorosso, in particolare quelle strappate durante le sue ultime, sempre più rare, apparizioni pubbliche. Parole taglienti rivolte al «vento del nord» e frecciatine contro i rivali eterni della Lazio. Ma soprattutto manifestazioni d’affetto nei confronti dei tifosi. Che ora ricambiano cercando di far sentire tutta la loro solidarietà alla famiglia, partecipi e allo stesso tempo rispettosi: «Forza Rosellina», è l’incitamento di Aletuve su «Ultrasroma.net». Un invito a non mollare proprio adesso, «visto che i poteri forti e le banche non aspettavano altro». «Perché - dicono altri - la famiglia deve proteggere la società» contro le sirene che potrebbero presentarsi puntuali a Trigoria e, magari, candidarsi per un nuovo corso, ora che quello di Franco Sensi può dirsi concluso. «Non nascondiamo la verità, oggi ci sono poche ragioni per non vendere e poi non credo che vedere grandi nomi all’Olimpico possa davvero dispiacere a qualcuno», spiega Matteo, 28 anni, maglietta e cappellino giallorossi, a due passi dal mercato di piazza Testaccio. Nel rione giallorosso per eccellenza (...)