I tifosi vanno a caccia della bella di Moena

Qui Moena, a voi Genova. Ecco un piccolo diario di bordo per quelli che sono lontani, sono appunti sparsi per spiegare il dietro le quinte. O se preferite è anche un manuale d'istruzioni, così si vince la noia del ritiro. Allora, si può iniziare: alziamo il sipario e vediamo quello che non si vede.
Qui Moena, dove si corre (molto), si studia (tanto, la tattica), e si sbircia (sempre) qua e là. Taccuino aperto, ogni occasione è quella giusta, un sorriso può nascondere una bella storia. Oltre alla partitella c'è qualcosa di più. La vita da ritiro può essere anche tutto questo, curiosità da scoprire ai piedi delle Dolomiti navigando senza una bussola.
Qui Moena, che vuol dire: allenamento, allenamento, allenamento. Eppure significa anche uno sguardo oltre il rettangolo di gioco. Ci sono tanti tifosi, un piccolo assaggio attendendo il boom quando ci sarà la prima volta della nuova Samp di Walter Mazzarri: sabato prossimo amichevole con i Monti Pallidi. Previsto il tutto esaurito, troppa la curiosità.
Aspettando la partita, c'è già tanto blucerchiato in questo paesino del Trentino Alto Adige. Sono pennellate forti di colore e calore. Magliette, bandierine sparse per i negozi, la vetrina di un negozio completamente dedicata alla Samp. E c'è la vita da ritiro anche per i tifosi. Che sembra quella di Caracciolo e soci: appuntamento al campo per il doppio allenamento (dove si fanno le carte al futuro della Samp) e poi visita libera a Moena. Un lungo stradone, su e giù: un paio di volte e sai già tutto. Comprese le bellezze giuste al posto giusto. Cercasi la più bella di Moena, è diventato il gioco di quest'estate blucerchiata. Curiosiamo e votiamo la reginetta. Qualcuno si è pure divertito, facciamo insieme la top ten delle bellissime. Che, in effetti, sono tante. Si va dalla commessa mora, che assomiglia a Monica Bellucci, di un negozio di oggettistica proprio nella piazza, altri preferiscono la cameriera rumena del bar Centrale, Nicole anche se in lizza c'è anche la vigilessa mora del turno di pomeriggio. Tante ragazze arrivano dall'Est europeo, Romania ma non solo. A Moena per trovare fortuna. E perché in Trentino? Casualità, anni fa una ragazza capitò da queste parti, girò la voce che si poteva trovare lavoro, adesso moltissime hanno fatto la stessa strada. Un biglietto di sola andata verso un'altra vita. Vedono sfilare i giocatori della Samp nella passeggiata serale, il mattino dopo qualcuna si concede dieci minuti di pausa e fa un blitz al campo che si trova proprio all'inizio del paese.
Intanto, i tifosi ricontrollano e magari cambiamo idea, ci sono novità in classifica? Arrivano i supporter da tutte le parti d'Italia, la new entry di ieri si chiama Francesco, 27 anni: da Pescara a Moena solo per la Samp. «Visto che durante l'anno per lavoro non riesco mai a venire a Genova ho deciso di utilizzare la mia settimana di ferie per vedere da vicino la nuova squadra». Promette di esserci per il derby, ma il lavoro? «Qualcosa mi inventerò».
Ecco l'altra faccia del ritiro. Si vede la Samp, e si scopre anche altro. La Samp prima di tutto, ma Walter Mazzarri prima di tutti. Ruba gli occhi dei tifosi quando insegna calcio in mezzo al rettangolo verde, è uno spettacolo. A volte gli scappa pure qualche frase in dialetto toscano per farsi capire. I baby blucerchiati li chiama «bimbi». Spiega l'esercizio, lo spiega di nuovo. Cerca e vuole la perfezione, la cura del dettaglio alla massima potenza, i tifosi guardano e apprezzano: la tattica può diventare divertente come un gol in rovesciata.
C'è un'altra curiosità. Quando hanno vietato agli allenatori di fumare in panchina durante le partite di campionato, lui c'era rimasto un po' così. Ogni tanto a Moena sui titoli di coda dell'allenamento, lo vedi mentre non resiste alla tentazione di una sigaretta.
Mazzarri e la sua squadra, gli altri allenatori che fanno parte dello staff tecnico. C'è Nicolò Frustalupi, figlio dell'ex blucerchiato, Mario. E poi il preparatore dei portieri Nunzio Papale e quello atletico Giuseppe Pondrelli. Ormai si conoscono da diversi anni, c'è feeling e sintonia. Come racconta Papale: «Il mister mi da grande spazio per quello che riguarda i portieri: c'è un confronto molto approfondito anche se poi l'ultima parola spetta come sempre al campo».
Apriamo una parentesi c'è la possibilità molto concreta che per l'Intertoto ci sia un'alternanza tra Castellazzi e Mirante: una gara a testa, poi si vedrà. Anche questo vuol dire ritiro. Dove si cerca una maglia da titolare e si vota la più bella del reame. A voi Genova, qui Moena: vi aspettiamo.