I Tir lumaca invadono le autostrade lombarde

Gli autotrasportatori contro il governo Prodi: «Danno da 365 milioni». Previsti nuovi blocchi

Colonne di Tir a passo d’uomo sulla Milano-Laghi e sulla Milano-Venezia. Antipasto del tir in versione lumaca contro la Finanziaria, che gli autotrasportatori preannunciano poiché «Romano Prodi non ha confermato se non in minima parte le misure a beneficio dell’autotrasporto, promesse e sottoscritte dal Governo nel protocollo d’intesa con la categoria firmato lo scorso 20 ottobre».
Ma, ricordano i supporter del Cuna (coordinamento unitario autotrasporto) e del Fai (federazione autotrasportatori italiani), la manovra economica partorita da Palazzo Chigi non ha confermato anche la richiesta di restituzione del cosiddetto «bonus del gasolio». Insomma, alle parole non sono seguiti i fatti, «non dimentichiamo che la consulta del trasporto si è riunita solo tre volte e che mancano i fondi per le autostrade del mare e il trasporto combinato» denuncia Paolo Uggè. Denuncia che si traduce in sciopero dei trasportatori «se non verranno adottati i provvedimenti già decisi» ossia si fermeranno a metà febbraio. Fermo dei tir dopo che il settore, continua il presidente nazionale del Fai, ha «subito un danno complessivo di 365 milioni di euro, senza contare il mancato incentivo a favore del trasferimento su rotaia e su nave dei tir». Danno reso ancor più pesante dalla scelta politica del ministro Alessandro Bianchi di «abbandonare il piano logistico e infrastrutturale del Paese, in vista di un nuovo piano di mobilità ancora tutto sa studiare».
Risultato? «A pagarne le conseguenze non è solo l’autotrasporto bensì tutta l’economia del Paese, la logistica incide infatti in Italia per il venti per cento sul fatturato delle industrie contro il quattordici della media europea». Differenza che, per gli amanti dei bilanci, significa qualcosa come novanta miliardi. Percentuale che vale 89 milioni di euro, 89 milioni di euro in più che tolgono il nostro Paese dal mercato»
J’accuse che si completa con la necessità di una riforma dell’autotrasporto, anche questa fermata dal Governo Prodi: «Il settore è stato liberalizzato ma i decreti attuativi non ci sono, anche se peraltro sono pronti da maggio». C’è poi un dettaglio non da poco, la riforma va provata su strada: «Bisogna verificarne l’applicazione ovvero aumentando i controllo previsti su strada. Già, andrebbe verificata visto che i controlli sono in calo nella misura annua di circa tremila in meno e, questo, «mentre gli autotrasportatori chiedono di essere controllati». Richiesta più che legittima in un Paese che giorno dopo giorno non recupera il gap con l’Europa. Rischio che il parlamentare Uggè Fi) vorrebbe scongiurare. Altrimenti? «Non resta che il blocco dei Tir. Che al Paese costererebbe poco più di un milione di euro».
E, automobilisti siete avvisati, la protesta dei Tir contro Prodi dura almeno una settimana: la decisione il 30 gennaio, dopo la replica del blocco in salsa meneghina in quel di Ancona e di Genova.