I Tir sono fermi, corrono i prezzi. Nei mercati verdura a peso d’oro

IL CARO PROTESTE Dal produttore ai consumatori. L’effetto dei blocchi sta già arrivando sui banchi dei fruttivendoli: "Zucchine a 4 euro al chilo dai grossisti, non le compriamo neanche". <a href="http://www.ilgiornale.it/milano/consegne_contagocce_ieri_tre_prodotti_qu... target="_blank"><strong>Ortomercato, banchi vuoti. E le scorte sono finite</strong></a>

I pomodori? Davvero pomi-d’oro. Le zucchine? Triplicate. I carciofi? Introvabili. Il blocco dei Tir mostra già i suoi effetti tra i banchi del mercato. Frutta e verdura già ieri scarseggiavano. E quello che è c’è è schizzato a prezzi folli. Oggi sarà ancora peggio. «Che dobbiamo fare? - si lamenta Dario Mastrapasqua da dietro il suo banco al mercato di via Fauché - Stamattina c’erano già i prezzi alle stelle dai grossisti. Io ho cercato non comprare la roba troppo cara. Mi darebbero del ladro... Le pare che possa arrivare qui a vendere delle zucchine che ho pagato io quattro euro al chilo? Dico 4-e-u-r-o (scandisce). A quanto le dovrei vendere?».
Ieri mattina i fruttivendoli che sono andati a rifornirsi hanno già trovato le prime amare sorprese. Non sono passate ventiquattro ore dalla mancata distribuzione di almeno 40 mila tonnellate di frutta e verdura e già i prezzi sono aumentati. E non di centesimi. Qui si parla di cifre raddoppiate ma anche triplicate. Stangata su zucchine, melanzane e broccoli, per non parlare dei pomodori specie quelli di qualità speciale. Un esempio? I “Merinda” da sempre già cari sono diventati inavvicinabili: invece di 3.50 al chilo hanno raggiunto gli otto euro. Le zucchine, 4 euro invece che un euro e venti. Cifre da capogiro.
Come quella che ha fatto sobbalzare ieri mattina Said El Kotb, egiziano titolare di un bel banco che gira i mercati migliori della città da via Fauché a Quinto Alpini, da Cesariano a San Marco. «Sai quanto mi hanno chiesto per una cassetta di asparagi? Trenta euro per otto mazzetti». Si è pentito un po’ Said e come lui anche altri perché ieri mattina non sono andati a fare rifornimento. Di solito il martedì qualcuno salta perché il mercoledì non fanno mercati.
«Domani (oggi n.d.r.) sarà un disastro - spiega Said - ieri ho telefonato per prenotare cento cassette di arance e lo sai che cosa mi hanno risposto? Niente. Non ce n’è neanche una».
Finché si parla di primizie, il prezzo alto ci sta anche, ma la mancata consegna ha colpito anche e soprattutto i prodotti di stagione. Arance e clementine dalla Sicilia e pure i carciofi di cui la Sardegna in questo momento è ricca.
Per un carciofo bisognerà sborsare anche 60 centesimi oggi, dicono al mercato. Ma già ieri erano passati da 20 a 40 centesimi l’uno. Raddoppiati. E si parla sempre di prezzi all’origine. Ieri per i pomodori Pachino bisognava pagare all’ingrosso 3,50 euro contro i soliti 2,50. E per oggi - prevedono - un ulteriore balzello li porterà addirittura a 4,50 euro.
«I grossisti in questo momento hanno il mercato in mano e fanno quello che vogliono», commentano sconsolati tra i banchi. «Tanti miei colleghi se ne sono andati a casa senza comprare proprio niente. Chi è stato scaltro ha messo la roba in magazzino e sta bene per due giorni», dice Antonio Cappello che fa mercati da trent’anni
Finocchi, zucchine, broccoli e catalogna sono diventati merce rara. Se ci sono, in queste giornate costano quasi come funghi e tartufi. «I pomodori a quattro euro? Non li ho. Le melanzane a 2 euro al chilo non le ho prese. È vero che sono sempre care d’inverno ma quando hanno il prezzo alto arrivano a 1,30 massimo. Anche se li prendo, chi se li compra poi», si chiede Antonio Cappello con un diavolo per capello. E per oggi la previsione è nera: «Non ci sarà niente e quel che c’è avrà dei prezzi folli. È capace che non metteremo neanche giù la roba», si preoccupano al mercato.
Meno male come dice Said che fa freddo. Si avvicinano i giorni della Merla, i più freddi dell’anno, almeno aiuteranno a conservare un po’ la frutta e verdura che hanno messo via.