I topi morti del Bisagno scaricati in mare

Roberta Gallo

Leggenda metropolitana o verità? Dietro la puzza che ha attanagliato per tanto tempo le zone del levante cittadino e, in questi giorni, ritorna in alcune ore della giornata, si sono avanzate tantissime ipotesi. Gli operai che lavorano al rifacimento della copertura del Bisagno e alcuni blog dedicati alla città raccontano delle verità nascoste, che in parte sembrano realistiche, in parte sembrano appartenere ai più impressionanti film di fantascienza.
Parlando sia dell'alga assassina che ha tanto terrorizzato i bagnanti la scorsa estate, sia dell'odore di uova marce che dalla Foce a Nervi ha fatto tenere le finestre chiuse a molti abitanti si è sentito dire e si legge nella rete: «Danno la colpa al mare, ma le persone devono sapere che non c'entra niente».
«Quando abbiamo aperto la copertura del torrente Bisagno - dicono alcuni operai - là sotto, c'erano milioni di topi, vivi e morti. Pareva di essere all'inferno. Così dal Comune hanno deciso di buttare potenti acidi per eliminare in fretta tutto». E pare che davvero così abbiano fatto.
Le carogne delle bestie, dopo due giorni erano pronte per essere portate via da Genova, insieme al terreno contaminato dai potenti acidi. Poi sono arrivati quei tre o quattro giorni di pioggia torrenziale. L'acqua ha scaricato tutto in mare ed è successo il patatrac. Nessuno se lo aspettava. In una nota importante della Asl si legge che il 94% dei casi di Epatite A che si contraggono a Genova riguardano residenti nella Val Bisagno. E pensare che prima era la vallata degli orti, dei «besagnini»!
Nasce così la curiosità di calarsi davvero lì sotto per vedere che cosa ci sia realmente. Per vedere con i propri occhi se ci sono le cose che, chi ci lavora racconta, o sono come sempre delle leggende metropolitane. Qualcuno sostiene di aver sentito dire che ci sono anche delle camionette risalenti alla seconda guerra mondiale.
«Ci vorrebbe un intervento dall'Arpal - dicono alcuni residenti della Foce - senza nessun tipo di censura o intervento esterno. Abbiamo diritto di sapere la verità».
All'inizio si pensava fosse un pesce d'aprile, a qualcun altro piace davvero crederci. Parlando con le persone che, non sapendo cosa fare, seguono da vicino i lavori alla copertura, si sente dire che lì sotto non c'erano o ci sono solo topi a non finire, ma anche mutanti!!! Se ne sono visti con le zampe palmate e cose del genere... coccodrilli e serpenti, evidentemente buttati negli scarichi da chi, stufi dell'animale esotico comprato in un momento di estremo animalismo, li ha buttati nello scarico dei bagni e si sono trovati nelle fogne che finiscono nel Bisagno.
Uno scenario quasi da fantascienza. Se già qualcuno si stupiva di vedere i cinghiali sulle rive del torrente, come capita a volte dalle parti di Molassana, figurarsi se si trovasse a confronto con qualche mostro geneticamente modificato da un ambiente naturale avverso! Ma sarà poi vero?