I topi morti restano giorni sul marciapiede

Un’altro topo morto lasciato per giorni sui marciapiedi cittadini. L’ultima segnalazione, ieri, è arrivata da Franca Brignola, volto noto dell’emittente locale Telegenova: «Da tre giorni, davanti alla nostra nuova sede di Piccapietra, c’è un topo morto. Abbiamo avvertito chi di dovere, ma nessuno è ancora venuto a rimuoverlo».
Un caso non isolato, purtroppo, visto che solo qualche giorno fa la carcassa di un grosso topo di fogna veniva segnalata sul marciapiede di via Podgora, nella zona della Foce. Anche in questo caso, nonostante le proteste dei cittadini, non è stato preso nessun provvedimento per giorni e giorni: «Ci sono arrivate centinaia di segnalazioni di passanti increduli e disgustati» raccontavano i residenti della zona.
Come è possibile? La competenza in materia spetta alla Asl, che deve intervenire per rimuovere le carcasse di topi e piccioni (così come i cadaveri di cani e gatti, i cosiddetti animali d’affezione). Ma evidentemente qualcosa non funziona, e queste operazioni il più delle volte avvengono con un inspiegabile ritardo.
Che prevenire sia meglio che curare lo ripete anche la pubblicità, e quindi dev’essere senz’altro vero. Che un’intervento di prevenzione sia l’unica soluzione da adottare per eliminare completamente un problema, invece, è tutto da dimostrare.
Infatti, se da un lato non si possono che benedire le tante campagne di derattizzazione avviate in città, che mirano a ridurre il numero dei topi e il rischio che gli inquilini delle fogne genovesi possano trasmettere infezioni all’uomo, dall’altro, però, non si può che rimanere sgomenti apprendendo che, una volta ottenuto l’obbiettivo tanto tenacemente perseguito - la morte dei ratti - i loro cadaveri rimangano giorni e giorni sui marciapiedi. Con un rischio di contagio potenzialmente ancora maggiore per le persone.
Secondo una statistica piuttosto recente, a Genova i topi sarebbero oltre due milioni e mezzo: in pratica, circa cinque per ogni cittadino genovese. Un numero che cresce ulteriormente se invece si prende per buono un altro dato ancora più sconvolgente, che ha ispirato una canzone del cantautore Max Manfredi («La ballata degli otto topi»): a ogni abitante del capoluogo ligure corrispondono appunto otto topi.
Quelli morti, che comunque non sono ancora del tutto innocui, sono molti, molti di meno. Proprio per questo motivo, non dovrebbe essere tanto difficile renderli definitivamente inoffensivi.

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