I «Traghettatori d’anime» usano l’automobile

All’ex ospedale Paolo Pini la rassegna di Olinda: Ceruti, Marini e Sormani Valli accompagnano quattro spettatori su un’auto

Matteo Failla

Tre novelli «Caronte»” sbarcano alla rassegna «Da vicino nessuno è lontano», ma traghetteranno le «anime» degli spettatori usando un insolito mezzo di trasporto: un’automobile.
Oggi e domani il gruppo Ilinx proporrà Ilinx Machine episodio 1: ATA – Azienda Traghettatori Anime, un insolito «spettacolo per autovettura», decisamente innovativo per il panorama teatrale al quale siamo abituati.
Nicolas Ceruti, Mara Marini, Cristiano Sormani Valli, in queste due sere, accompagneranno in cinque repliche serali quattro passeggeri spettatori su una automobile in movimento, in un viaggio che lascerà spiazzati. Una messa in scena che sfrutta appieno la capacità d’immaginazione del pubblico.
I «traghettatori» accompagnano gli spettatori in un tragitto che dal luogo di partenza conduce a quello dello scambio, del passaggio di stato. Ma lì si rimane in attesa, si prende coscienza che ciò che si sta aspettando è Lui, ci si trasforma in ostaggi che hanno perso qualsiasi identità.
Coloro che hanno accompagnato il pubblico in questo strano viaggio sono qualcos’altro, nulla di ciò che all’inizio dello spettacolo ci si sarebbe immaginati: sono traghettatori di anime, tre individui che abitano quotidianamente la nostra realtà, le nostre città, ma che spesso passano inosservati di fronte ai nostri occhi.
Sono un aspetto dell’eterno tema del senso della vita. Hanno soprannomi strani, sono entità che obbediscono a quel Lui che lo spettatore sta attendendo.
C’è il Rosso, collerico capo autoeletto del gruppo, che vive seguendo regole e procedure, che crede fino in fondo a Lui, quel mandante che segue sempre con assoluta determinazione. Poi c’è La Nera, sensuale e santa, che guarda al cielo con frequenti sguardi ma vive anche le sue voglie di terra. Non segue il mandante perché crede ciecamente in lui, ma lo fa per amore. E infine c’è il Bianco, tonto e silenzioso.
Tra i suoi compagni è forse l’unico che ha compreso veramente quale sia la verità, e da vero mistico rimane zitto perché non ha bisogno di dirla. In quella macchina va in scena uno spettacolo che lo spettatore scopre pian piano, cosciente di trovarsi in un limbo che lo farà tuttavia ritornare alla realtà.
Ma con una ammonizione: di non morire in vita. E in questo viaggio i punti di vista verranno stravolti, perchè lo spazio all’interno dell’auto assumerà due differenti aspetti: quello verso l’esterno, dove la realtà verrà vissuta in un’ottica diversa dal solito, e quello verso l’interno, dove il rapporto classico tra attore e pubblico viene completamente stravolto.